Luciana's profileI sotterranei dell'OperàPhotosBlogListsMore Tools Help

Blog


    December 31

    2008: poesia... film... la sua musica e ogni tanto la sua faccia... e molto altro...

     Vignola, un freddo polare, vestiti troppo eleganti e troppo leggeri. “Luciana, vuoi venire a leggere la tua poesia?” e gli sguardi di Francesco e di mio padre minacciavano il taglio dei viveri se avessi detto di no.

    E i vecchi che festeggiano 25 anni, che overdose di sorrisi!!!


    Febbraio... lo dicevo che è un mese simpatico!


    “... e per questa ti meriti un bacio” e mi baciò

    “... perché io ti sposerei” e lo mollai


    “Scusa, Luciano, non l'abbiamo fatto apposta”

    “Lo so, l'ho fatto apposta io”


    Sms ricevuto- leggi- mittente: Giulia- testo: DEVO COMINCIARE A POTARE CAZZI?!?!?!


    Modena, inverno, luminarie di Natale... la bambina osserva Francesco con aria attonita “Ma tu sei Babbo Natale!” e ridemmo per tre settimane


    E quando Francesco disse tranquillo “Vai, io mi fido di te: spostami la macchina”


    Caldo insopportabile, odore di plastica nell'abitacolo dell'automobile che si faceva più stretto ad ogni chilometro, traffico sul Raccordo Anulare, e poi finalmente l'uscita 27... Acilia, e l'abbraccio con quella che è sempre stata un po' la mia famiglia.


    E il tiramisù a mezzanotte, le candeline con la foto di Luciano, un pacchetto regalo...


    E il giorno dopo dodici ore sotto a una transenna, il sole a picco, la calca, la pipì tenuta da una vita... poi si spengono le luci, si accende il palco... e si rivelò il miglior ventunesimo compleanno della storia dell'umanità.


    Francesco guarda me, io guardo lui, lui guarda me... “la felicità è reale solo se condivisa”


    Io e Stef in macchina, nel bel mezzo della campagna alle tre di notte, con l'autoradio accesa, solo la luna e una luce dalla finestra di una casa... la sua musica, la sua casa... “per una magia così val la pena vivere”


    “... DUNQUE...”


    I miei che tornano da Napoli e mi portano un disegno di Gianluca e un biglietto di Andrea... e un mese prima piangevo guardando la loro fotografia sul display del cellulare mentre sul palco il Musico Riccioluto intonava “il mio pensiero”


    La nottata fuori all'Asioli, il mio racconto dell'eroica impresa pubblicato su Ligachannel... il concerto più emozionante che ricorderò


    Terremoto del OZZAC!... per la serie “c'è sempre una prima volta”


    E non potetti andare alla festa del cinema di Roma... e passai una settimana a vaneggiare “sappiate che se se si presenta Gerard Butler durante la premiere di Rock 'n Rolla io mi butto sotto a un treno, sappiatelo”


    Raduno dei Mariachi... con più lambrusco che emoglobina nelle vene... a elencare mille buoni motivi per “essere fan” di Ligabue


    La prof di sociologia mi interrompe sul più bello della mia disquisizione sul concetto di tempo nella visione dei mass media di Luhmann... “Ventotto può andar bene?”


    Because we are FAMILI!!!


    Squillo del cellulare, rispondo “Oddio... ho una notizia, una notizia... sono alla feltrinelli... non sai cosa ho visto?!” “Alice... hai beccato gli alieni in libreria?” “NO... HO BECCATO LA LOCANDINA DEL TERZO LIBRO DI PAOLINI”...


    7 febbraio, fanc**o all'esame che avevo da preparare... misi per la prima volta QUEL dvd nel lettore... e partì l'Overture... e poi “think of me”... e poi “music of the night”... a metà film, sulla ripresa di “all I ask of you” la mia vita già non era più la stessa... e alla fine “Christine... I love you”... ho pianto, ai limiti della decenza.

    … perché l'Angelo della Musica è stato uno dei più bei regali del 2008... e vi lascio lui, direttamente dal ballo mascherato di Capodanno del film (giusto per restare in tema), per farvi gli auguri (suvvia, non fatevi impressionare... XD)... CHE QUESTO 2009 SIA RICCO DI MAGIA, la stessa magia che ho respirato io in tante occasioni nei giorni di quest'anno appena trascorso

     



    December 30

    L'incresciosa vicenda del calendario e altri "fangherlismi"

    A volte mi chiedo "ma non ho niente di meglio da fare?", e immagino che se lo chiedano anche gli altri... che ci vogliamo fare, sono rimasta alla fase adolescenziale in cui si enfatizza e si da importanza a cose secondarie. Sono quella che si fa una nottata fuori al teatro per accaparrarsi un biglietto di un concerto e poi è capace di non muoversi da casa per una settimana semplicemente perchè non ha voglia. Sono nottambula e pigra, una combinazione letale peggio che quella tra fuoco e polvere da sparo. Ma non voglio giustificare qui e ora il mio modo di essere... voglio solo raccontare.
    Lunedì scorso, passeggio amenamente per il mio paesetto, a piazzale San Rocco c'è una grande cartolibreria che ha fuori dalla porta un espositore con i calendari del 2009... ci sono tutti da Marilyn Monroe a Orlando Bloom, passando per il Che e Britney Spears. E chi ci vedo tra codesti? LUI, il mio scozzese. E vi giuro che non ho mai acquistato calendari di personaggi famosi, l'unico che ho avuto è stato un regalo ma questa volta mi sono detta "No, lo devo prendere, fosse anche solo per fare audience". Bene, entro, indico il calendario, il tizio me lo prende, lo guarda ed è stato l'inizio della fine.
    LUI: Butler?...
    IO: Batler (si scrive Butler ma si pronuncia B-A-T-L-E-R)
    LUI: e chi è?
    VOCE DELLA MIA COSCIENZA: conta fino a dieci, non ti arrabbiare, respira...
    IO: un attore
    LUI (con fare poco convinto): ah... un attore... non lo conosco, che film ha fatto?
    IO (respirando come se fossi a un corso preparto): il più famoso è 300, poi bhe, il Fantasma dell'Opera nell'ultima versione cinematografica
    LUI: mai visti... ma è uno di quelli americani...
    IO: è scozzese!!!
    e siamo finiti con il negoziante che impacchettava il calendario con me che lo erudivo sull'eistenza e sulla carriera del mio scozzese... mentre staccava lo scontrino ero ancora lì che "... e poi a febbraio dovrebbe uscire un film di cui il regista è l'ex marito di Madonna...".
    Adesso che un libraio non sappia chi è Gerard Butler non è minimamente importante, e di fatto non mi importa nemmeno (anche se gli ho tenuto una mezza conferenza nel negozio). Il fatto è che ci sono cose che di fatto sono "stupide" ma che mi esaltano... scrivere fanfiction passando pomeriggi intere a fissare il vuoto pensando solo a come far succedere una determinata cosa, tenere il conto alla rovescia per l'uscita di un cd o di un film, aspettare Luciano seduta sul muretto fuori la sede di LC, disegnare qualcosa su un personaggio di fantasia che amo, rintracciare libri, comprare dvd o cose simili anche se devo andarmeli a cercare nell'angolo più remoto della città e perderci dietro giornate intere, raccogliere foto dal web e lavorare con photoshop a qualche illustrazione per un mio racconto, suonare poco e male immaginando di essere brava, guardare e riguardare lo stesso film per una settimana di fila per fare in modo che si mischi perfettamente alla mia immaginazione, rivedere per la centomilionesima volta il Fantasma dell'Opera al punto da mettermi a parlare con i personaggi e addormentarmi con le canzoni del musical nelle orecchie, e ricordarmi del giorno esatto in cui ho visto quel film per la prima volta come se fosse da festeggiare. Spendere tempo ed energie per cose che sono futili... che poi il problema non sono quelle cose di per sè, è che gli do troppo spazio, me ne rendo conto, ma sono la cornice della mia fantasia, e questa fantasia è l'unica risposta che io abbia mai avuto a tante domande...


    "si, sono pazza e me ne vanto!"

    (e ora esigo che tutti quelli che hanno letto questo intervento e non sanno chi è Gerdar Butler scrivano questo nome sulla barra di ricerca di Google!!! )

    December 27

    Primo bilancio post-festività

    Passata la prima ondata di festività facciamo la conta dei danni, morti e feriti... al momento direi che è tutto più o meno a posto, non sembra quasi che fino a ieri "era festa".

    "DUNQUE... tu adesso dimmi, di grazia, cosa hai intenzione di fare"
    boccheggio con il naso che cola e il cervello sekerato dai tre starnuti di fila che ho appena fatto...
    "Maestro... perchè non andate a cercarmi una farmacia aperta invece di stare sempre tra i piedi?" blatero tastando il piano della scrivania alla disperata ricerca dei fazzolettini
    "Cosa dovrei prendere in farmacia?"
    "Un kit per l'amputazione del naso... non so... un macchinario di spurgo per le vie respiratorie"
    "Un aeresol, insomma"
    "No, l'ho già fatto... non basta..."
    "Comunque, io vorrei sapere cosa hai intenzione di fare"
    Oh santa pace!!!
    "Al momento la mia priorità assoluta è guarire dall'influenza, Maestro"
    "No, intendevo, in generale... li vogliamo prepare quei benedetti esami? vogliamo scegliere i facoltativi da dare? Vogliamo fare qualcosa di utile e sensato?!"
    Non a caso qualcuno lo chiamava la Voce... e non come Frank Sinatra... prorpio tipo "voce della coscienza"... bello lui!!!
    Fare qualcosa di sensato... yes, of course...

    Io lo dico che sto Natale ha avuto qualcosa che non andava. Mi ha rotto il ritmo (e nella mia mente bacata si fa strada la scena de "le follie dell'imperatore" con il vecchietto che prende Paccha per la collottola e gli grida "il ritmooo, non rompere il ritmooo"... sto messa proprio bene eh!).
    Ho troppa confusione in testa... e sto scrivendo come una dannata... e sto scrivendo maluccio. E sto pensando che dovrei riprendere a scrivere poesie...
    E sto pensando che ho tanti libri da leggere, e che devo seriamente cominciare a organizzarmi per gli esami, fosse anche solo perchè altrimenti il Master mi strangola...

    December 23

    Buon Natale

    E per quest'anno chiamo in causa i Vecchi per farvi gli auguri
    (il Maestro sta ancora cercando un posto dove appendere i suoi meravigliosi cappietti di cordoncino dorato, perchè i condomini non glieli hanno lasciati mettere sugli alberi del parco... e io sto ancora cercando il senso della vita, come ogni filosofa del caSSo che si rispetti U.U)

    E NON SERVE CHE SIA NATALE

    Quanta polvere fa il mondo mentre va,
    copre tutto e non ci fa vedere più,
    le stagioni i dubbi i figli e le speranze
    e rincorriamo i sogni qua e là.
    Che rumore che fa il mondo mentre va,
    tra motori guerre soldi e gelosie,
    confondiamo il giorno dopo
    con l'eternità
    e l'allegria con la felicità.
    E intanto tra noi scommettiamo la vita
    traversando da soli il mare
    per scoprire cos'è che vale.
    Facci uscire dal temporale
    prima che ci trascini via.
    Dacci strade per ritornare
    dove non siamo stati mai.
    E non serve che sia Natale
    per scoprire di avere un cuore,
    per capire, per sperare un po'.
    Che fatica che fa il mondo mentre va,
    tutti in corsa per un posto
    in prima fila.
    O sei primo o sei nessuno.
    Tutto o niente.
    E il senso della vita se ne va.
    E intanto tra noi ci aggiustiamo la vita,
    con amori e con medicine,
    mentre il tempo ci scappa via.
    Facci piangere per qualcuno
    che ci lascia e non tornerà.
    Dacci braccia per un amico
    che ci prova e non ce la fa.
    Se ogni tanto ci fermassimo
    a pensare.
    Se ci fosse tempo per ricominciare.
    Se vivessimo e lasciassimo campare.
    Sarebbe tutti i giorni un po' Natale.

    AUGURI, DI CUORE.
    Luciana

    December 21

    "quando la ferita brucia la tua pelle si farà"

    Ieri è stato un bel pomeriggio, merito di Luciano (e hai voglia a dire è solo un cantante... diciamo che è una persona molto "carina" che di mestiere fa il cantante, perchè ieri era la persona, non il cantante) e di chi era con me, anche se per poco.
    Questi sono stati giorni "aspri", per colpa di qualcuno e qualcosa, ma niente che non sia superabile (tra quei "qualcuno" c'è sempre il mio migliore amico, del resto). E fino a qualche settimana fa sono stati giorni splendenti... e lì non era merito di nessuno, solo mio.
    E di questo Natale me ne frega così poco...
    Non fraintendetemi, a me piace il Natale, non sono di quelli che aspettano le feste per farsi prendere dalla malinconia o che inveiscono contro le luminarie borbottando qualcosa a proposito dellla banalità e del consumismo. Il Natale è come un cibo particolare, c'è a chi piace e a chi no. E a me, generalmente, piace. Solo che in questo momento non ho fame...
    Semplicemente quest'anno non lo SENTO. Come non sento tante altre cose. E dopotutto, sto bene così...
    Ci sono dolori che ti capitano una volta sola, e sono così forti e ti spaventano così tanto che poi impari ad evitarli. Io ho imparato a non dare me stessa al cento per cento, a fare in modo che se qualcuno entra nella mia vita e poi decide di uscirne lo faccia senza portarsi dietro niente di me. Ho imparato a fare in modo che nessun nervo rimanga scoperto, che nessuno sappia dove colpire se vuole farmi male. Ho imparato a essere cattiva, di quella cattiveria che ti fa tirare fuori una freddezza che taglia, che ti da la forza di alzarti e andartene, senza nemmeno dare agli altri la soddisfazione di sentirti sbattere la porta per l'incazzatura.
    Ho imparato a tenere tra me e chiunque altro quella giusta distanza tale per cui se voglio andare via, l'altro non può fare in tempo ad allungare il braccio per trattenermi.  Ho imparato a lasciare agli altri un margine ristretto di possibilità, ho limitato il mio "livello di sopportazione". E in questo momento ci sono davvero tante cose che non sopporto...
    Se sia meglio o sia peggio non lo so, non si può stabilirlo a priori, si deve solo valutare... se "il gioco vale la candela". per quel che mi riguarda, NO, non vale la pena "abbassare la guardia". E mi sta bene così!... perchè se sto bene o se sto male deve dipendere solo da me.
    December 19

    e fu così che l'autrice spaintata disse "ce l'ho fatta"

    Chiudi-Salva-Ok.

    “gliu alon can meic mai song teic flaiiii
    iz over nau d miusic of d naaait”
    Per fortuna che sir Webber è ancora vivo, altrimenti si rivolterebbe nella tomba... e non me ne frega niente che se mi metto a cantare qui viene a piovere!
    Mi do una spinta con le gambe e imprimo una rotazione alla sedia che si gira dal lato opposto alla scrivania.
    Il Maestro, seduto sul mio letto, solleva lo sguardo dal libro che sta leggendo (il terzo della saga di Harry Potter, per la precisione) e mi fissa inarcando il sopracciglio,
    “Se provi solo un'altra volta a cantare ti farò rimpiangere di essere nata” dice in tono pacato.
    Nemmeno in un momento simile la sua proverbiale “burberaggine” nei confronti della sottoscritta viene meno.
    “Maestro, non era esattamente un canto, era più che altro un'espressione di non so esattamente che tipo di emozione”
    “Ecco, ci risiamo, hai di nuovo dimenticato gli psicofarmaci”
    “No, Maestro, ho finito la fanfiction”.
    Silenzio. Momento di raccoglimento... perché dopo otto mesi mesi e dopo circa 170 pagine di word fa quasi male.
    C'è una storia dietro. Una cosa semplice, talmente tanto banale che ho vergogna a raccontarla. C'era una voglia quasi febbrile di mettersi alla prova otto mesi fa.
    “Non è lei, vero?” domanda il Maestro (dopo aver tenuto a precisare che non gli piacciono le donne bionde... come se fosse rilevante),
    “Non ancora” rispondo guardando il file pdf come se fosse qualcosa che ho perso invece di qualcosa che ho costruito.
    Non è ancora QUELLO che voglio scrivere, COME lo voglio scrivere. Ma come prima volta posso dire con un minimo di sollievo che non è andata troppo male.
    “Non mentire... non è la prima volta” borbotta lui
    “E' la prima volta che scrivo qualcosa del genere, così lungo, in così tanto tempo, con una trama un tantino elaborata. Non siate sempre fiscale e antipatico con me! Se sapeste quanto affetto nei vostri confronti, tra le altre cose, mi ha spinto a scrivere questa storia...”
    “Si, hai decisamente dimenticato gli psicofarmaci!”,
    ridacchio divertita, mentre lui sbuffa di esasperazione (è il tipo di reazione che suscito spesso in chi mi sta troppo tempo accanto).
    E' solo fantasia, tutto... lui, questa storia, anche i motivi che ci sono dietro forse... anche i motivi per cui ogni mattina mi alzo dal letto e faccio ciò che devo. Solo fantasia, ma se ha effetti così eloquenti vuol dire che varrà qualcosa...
    Il Maestro scuote la testa e mi guarda negli occhi,
    “Hai fatto un bel lavoro, e non mi riferisco a COSA hai scritto, ma allo spirito con cui lo hai scritto, non dovresti essere così severa con te stessa” dice posandomi una mano sulla spalla,
    “Posso rispondervi con una citazione?... è la mia droga, e la mia malattia è in uno stato così avanzato che la cura deve essere della migliore qualità” rispondo tranquilla mentre qualcosa di conosciuto e indefinibile mi pizzica gli occhi,
    lui mi toglie gentilmente il mouse da mano e spegne il computer (non mi chiedete quando e come ha imparato a farlo, “he's a genius”).
    “Dai, vieni, andiamo a dormire”
    “Maestro... me la cantate?”
    “Cosa? Music of the Night? E dire che tutti mi sarei aspettato tranne che qualcuno potesse usarla da ninna nanna...”
    “No, non quella... l'altra”
    “Ah...”

    … no one would listen,
    I alone could hear the music...

    (per i ringraziamenti personalizzati rimando ad altri “mezzi di comunicazione”. Per ora GRAZIE, come direbbe il musico "chi c'era sa")
    December 16

    ... per tutto il resto c'è mastercard

    Vedere per la prima volta qualcosa di tuo pubblicato ufficialmente su un libro non ha prezzo.
    Ci sono cose che non si possono comprare, per tutto il resto c'è... mio padre!
    December 08

    nonsense da fanwriter

    Fisso lo schermo con sguardo vacuo. Il cursore del word lampeggia e mi da l'impressione di un piede che batte a terra tradendo un'irritante impazienza.
    La mente ripete l'imperativo: "cancella quello schifo di dialogo". Ovvio che lo cancellerò... ma poi la sottoscritta che ne può mai sapere di come si mollavano marito e moglie nel 1871?!... non si trova uno straccio di informazione sul diritto di famiglia della Francia di fine 800!!!
    Detto tra noi, siamo al terz'ultimo capitolo della fanfiction e io ho l'ansia da "Ma che ozzac ho scritto nelle 150 pagine precedenti?!", per non parlare del panico da "che ozzac faccio dopo?". No, momento, prego... la risposta alla seconda domanda ce l'ho... ho un'IDEA! ebbene si, un'altra. Sempre e solo colpa sua naturalmente... e ha anche il coraggio di chiedermi "dov'è che lo metto il presepe?", "Maestro... poi dite che sono scurile!".
    Dice che sono io che lo trattengo... ma è lui che non se ne va. Ascoltavo "music of the night" prima, per poco non mi mettevo a piangere... struggimento, che bella parola. Avete presente quella sensazione che vi fa addormentare non per il sonno ma perchè avete il cuore stanco? E' così che mi fa sentire quella storia. E' solo una storia, ma quanto mi entrata dentro non lo so nemmeno io.
    Ho un'idea, dicevo, che non mi convince nemmeno troppo, ma ho buttato giù qualche pagina e malgrado il complesso sia "traballante" direi che SE PO FFA'!...
    Anche le mie sono solo storie, ma quanto diano un senso a tutto il resto non lo può sapere nessuno.

    December 03

    ...E venne il bel tempo!

    Ebbene si! Dopo aver pregato in aramaico, acceso ceri, fatto ogni tipo di danza propiziatoria, oggi sembra una giornata di primavera, se non per la temperatura quanto meno per la quantità di sole che illumina la vasta landa desolata in cui sorge il mio caro paesello. Si aggiunga che il sito delle autostrade ieri non segnalava grossi problemi di viabilità sul tratto appenninico della A1, indi per cui domattina i vecchi partono! Da domani fino a martedì...

    SSSSMUUUAACK!
    “Luciana, se mi baci un'altra volta io ti ...GRRRR!!!” borbotta irritato
    “Oh Maestro, non siate sempre così burbero, gioite un po' con me” rispondo con un sorriso da un orecchio all'altro
    “E perché mai? Cosa c'è da gioire?”
    “Bhe, domani i miei partono per Napoli, cinque giorni, Maestro!”
    “Ah bene, inutile chiedere loro di portare anche me, al ritorno non sapranno dove mettermi perché avranno la macchina carica”
    “In effetti, ogni volta che i miei tornano da Napoli è come se avessimo traslocato di nuovo, temo che dovrete restare con me”
    “E dunque lo vedi, ho ragione: NON C'E' MOTIVO DI GIOIRE”
    “Vi ringrazio tanto tanto dell'affetto...”
    “Che programmi hai per questi cinque giorni?”
    “Oltre a soliti vani tentativi di sedurvi?... bhe, nient'altro che beata solitudine, io e i miei raccontini da scrivere”

    Altre notizie dal manicomio... bhe, ieri sera il mio bestia frend ha rovesciato e rotto un calice di vino (rigorosamente rosso), la suddetta bevanda è colata sul muro (rigorosamente giallo paglierino, colore squallido con cui mia madre ha ritenuto di dover far tinteggiare la cucina), dopo di ché ha sbatacchiato le sopracciglia e ha detto “oh, ma com'è che è caduto il bicchiere?” “Si chiama FORZA DI GRAVITA' Frank...”. La macchia attualmente ubicata in pianta stabile sulla parete della mia cucina è di un meraviglioso violetto pallido color lividura, ha un diametro di circa sei sette centimetri e lunghi rivoli che vanno verso il basso, dall'altezza del piano del tavolo fino al battiscopa... roba che se avessi voluto disegnarla con un pennello non sarebbe così artistica.

    “Maestro, come vi sembrava mia madre stamattina?”
    “Di pessimo umore come al solito, la capisco, con una figlia come te!”
    “Io non capisco perché se il Padreterno non vi ha beneficiato del dono del senso dell'umorismo voi continuiate a fare battute... ad ogni modo, datemi una mano a spostare il tavolo e riempite un secchio di acqua calda che dobbiamo ripulire la cucina, ieri sera c'è stato l'apocalisse... avete presente i rumori per i quali vi siete lagnato che non riuscivate a dormire?”

    December 01

    e LA NEVE SE NE FREGA... anche della psicologia

    eh già...
    Che poi, la neve è già andata via se è per questo, ma le previsioni meteo per questa settimana non sono buone. I miei genitori dovevano partire per Napoli ma mio padre ha detto che se è brutto tempo non se ne fa niente.
    (Minuto di raccoglimento per i miei CINQUE giorni di beata solitudo quasi sicuramente andati a farsi benedire)
    Ad ogni modo, la nevicata di venerdì è stata uno spettacolo e sabato notte, di ritorno da Reggio, la campagna ai lati della strada era una meraviglia, bianca e "sberluccicosa" sotto i lampioni.
    E domani pomeriggio ho l'esame di psicologia della comunicazione (spero sia l'ultimo esame di psicologia di questo benedetto corso di laurea), devo ripetere otto capitoli del libro oggi, e domani mattina devo riguardarmi le dispense. Considerando che gli altri due esami di psicologia sono stati i peggiori della mia carriera universitaria (insieme a quello di economia, ma quello lì non faceva testa) vi lascio immaginare il mio grado di ottimismo. Anche lo scorso anno accademico l'ho inagurai con un esame di psicologia... ma, da zero a 10, quanto portano sfiga gli esami di psicologia?!
    Mi consola il fatto che, per come è organizzato "didatticamente" questo (lunga serie di bestemmie che non trascrivo) terzo anno, almeno in questo primo semestre riuscirò (forse...) a dare i due esami facoltativi che mi servono per raggiungere il livello di punti di credito necessari al conseguimento di quel karma chiamato LAUREA! (poi mi aspettano gli anni di purgatorio della specialistica, ma son dettagli...).
    Ma sorvoliamo sull'analisi della mia zoppicante carriera universitaria e parliamo d'altro.
    (Momento di riflessione in cui la sottoscritta si domanda "che altro c'è nella mia eremitica esistenza?"... ah già!)
    Con i due "racconti della mia vita" (non in senso di biografie eh...) a un passo dalla conclusione (cioè il passo più lungo da fare) mi si è riaperta la vena immaginaria. Brutta notizia, pessima notizia, orribile notizia, in una parola: TRAGEDIA... perchè queste cose non devono succedere a dicembre, perchè dicembre è il mese che precede gennaio, e cosa c'è a gennaio? GLI ESAMI, ovvio!... e nella lista degli esami di questo gennaio qui figura uno dall'inquietante nome di LINGUA TEDESCA... e non aggiungo altro. Ma io, intanto, domani vado a fare questo esame (sei a 24 dall'esame e stai a delirare sul blog?!... SI) poi mi prendo una settimana sabbatica fino all'otto di dicembre e scrivo, e vediamo cosa succede...
    E intanto il Natale incombe luccicante e minaccioso sulla mia salute psichica e sul mio traballante tentativo di stare a dieta.
    Buon inizio di settimana Blog.

    ps: ma oggi è il primo dicembre! oggi l'S.U. (Santo Uffizio o Sito Ufficiale, che dir si voglia) doveva inaugurare qualcosa di nuovo se non erro... mha...

    November 24

    I cieli sopra Correggio 2

    A volte mi rendo conto di essere parte di questo posto più di quanto voglia ammettere. Avevo indovinato che il cielo di questi giorni prometteva neve. Prima quando ho aperto la finestra mi è arrivata una folata di odore di inverno, anche se la neve di stanotte e stamattina si sta già sciogliendo e non ne viene giù altra. Peccatio, io adoro veder nevicare.
    L'odore di inverno, avete presente? Quello che ti lascia una scia fredda lungo le narici e un velo di rosso sulle guance.
    L'inverno, già... ha l'unico difetto è che fa sera troppo presto. No, il freddo no... il freddo può essere un problema solo per quelle persone che sono troppo vanitose per mettere i maglioni o il cappotto lungo, per quelli come me il freddo non è un problema, anzi è un gioco, la ricerca di quel tepore che ti fa rilassare con le dita attorno alla tazza del the caldo mentre osservi il viavai pomeridiano del corso dalla vetrata del bar Mazzini.

    "Maestro cosa dovete fare con quelle corde?" domando perplessa
    lui mi squadra da capo a piedi e scrolla le spalle
    "Ti lego alla sedia, mi sembra ovvio!"
    ridacchio
    "E' un gioco, uno di quelli, Maestro? Non vi facevo così ardito"
    "Prima o poi ti taglierò la lingua, vediamo se dopo sarai ancora così irritabilmente maliziosa"
    "Lo sarei comunque, è il pensiero che conta! Ma perchè mi volete legare alla sedia?"
    lui lancia un 'occhiata al mio libro di psicologia, c'è un dito di polvere sopra
    "Oh, si è tanto che non pulisco la mia camera..." dico
    "Posso ricordarti che tra una settimana hai il primo esame dell'anno?!" conclude lui passandomi la corda attorno alla vita
    "Ok, va bene, messaggio ricevuto!... ma prima che giocate al boy-scout con me, posso togliermi il pigiama e mettere i jeans"
    scuote la testa con aria rassegnata
    "Non ce la potrò mai fare con te!"
    "Lo dice sempre anche mio padre, Maestro"
    "Ah, e permettimi di aggiungere che quella è assolutamente di cattivo gusto, tra l'altro, non si intona nemmeno con le pareti!" dice lui indicando la locandina dei concerti voce e chitarra attaccata alla porta della mia stanza,
    infilo la testa nell'alrmadio alla ricerca dei vestiti
    "Uhm..." annuisco vagamente
    "Pensi di potercela fare a studiare senza pensare a quella faccenda?"
    "Penso di si... voi però me lo date un bacino?"
    "Se non ti sbrighi io ti do tante di quelle legnate in testa..."

    Eeeeffh... buon inizio di settimana!

    November 17

    La sua voce e la sua chitarra, il mio cuore e il mio pensiero

    “Luciana ascolta”
    “No!”
    “Luciana...”
    “Basta...”.

    E ieri sera è arrivato il grande giorno.
    Il teatro, la strada, una foschia leggera che avvolgeva corso Mazzini e che sembrava sparire appena voltato l'angolo di corso Cavour, il fiato che diventava fumo nell'aria pungente. Le facce si confondevano, le voci si accavallavano. Io vestita fin troppo bene per un concerto di Ligabue...
    Ma non era un concerto come gli altri.
    Il sipario si è aperto con quella che sembrava una lentezza sadica.
    Non è stato il più bello, ma sicuramente è stato il più emozionante. Talmente tanto che sono stata male, che dopo il primo tempo, appena si son riaccese le luci in sala sono dovuta correre fuori, con le maniche della camicia sollevate fino al gomito e la linea di matita che colava sotto la palpebra, a lasciarmi investire dal freddo che solo chi abita qui in pianura sa quanto possa essere tagliente.
    Il secondo tempo è cominciato con “il mio pensiero”. Ho sollevato lo sportellino del cellulare e ho tenuto lo sguardo basso sulla foto, ero io in una bolla di buio con quell'immagine davanti e da qualche parte nel buio la voce di Luciano terribilmente viva e carezzevole...
    C'è chi forse lo riceve il mio pensiero e probabilmente gli fa anche piacere... ma nei progetti non doveva essere solo un pensiero. E la mia mente è corsa lontano, sprofondata fuori verso l'inverno, come le lacrime ricacciate dentro dando a me stessa la scusa che “non voglio far sciogliere il trucco”.
    “Certe notti” non è mai stata più bella. Luciano che suonava l'armonica è stato un tiro mancino della fortuna, e il suo sguardo e i suoi sorrisi erano un tiro mancino di Madre Natura alla mia natura di donna.

    “No, non voglio ascoltare”
    “Dai, Luciana, non fare così... è il tuo concerto, quello che aspettavi da una vita”
    “Lasciami stare!”
    “E' solo musica”
    “Se fosse solo musica non starei qui!”

    Poi, bhe... sensazione un po' strana di chi di colpo vede all'orizzonte la possibilità di dare un senso a tutto, mentre ero con i gomiti poggiati al parquet del palco lasciando che la polvere sporcasse le maniche della camicia, e lo sguardo verso Luciano. Lo stesso sguardo che ha incontrato il mio per un secondo, lo stesso sguardo che ogni volta sono destinata a ricambiare per un attimo solo, prima che la timidezza mi faccia abbassare gli occhi.
    E dopo abbiamo aspettato che uscisse... l'ho visto aprire la porta, ma mi sono sfilata via dalla folla un attimo prima che partisse l'urlo e che lui sparisse dietro lo sportello dell'automobile.
    E poi a casa, di corsa e da sola a passi rapidi per via Battisti quasi al buio, osservando la mia ombra sbiadita sotto i lampioni di via Asioli, passare davanti a quella porta e sfiorarne il pomello o prenderlo a pugni, tra un grazie e un vaffanculo. Il freddo grattava contro il nylon delle calze arrossando le nocche delle dita, Correggio era mia soltanto e io non avevo nessuna voglia di prenderla, volevo solo lasciarmela alle spalle, come qualcosa di talmente grande che non si può afferrare.

    Bhe, il concerto è stato perfetto, è stato come doveva essere... ma io ieri sera non ero quella che mi aspettavo.
    E forse nemmeno questo resoconto è quello che ci si aspettava, ma credo che non ce la potrò mai fare a raccontare quella serata in altro modo.
    November 15

    messaggio per il Capo

    Ehi Tu, lassù... dico a Te!
    Si, sono io, salve!
    Ok, lo so che non sono la migliore della figliolata...
    però, ozzac, non fino al punto da meritarmi questo
    quindi, vedi un pò che puoi fare eh,
    stai buonino per favore.
    Grazie per l'attenzione!
     
    November 09

    ... certe notti sei sveglio, o non sarai sveglio mai...

    Quattro giorni fa l'S.U. (Santo Uffizio o Sito Ufficiale, che dir si voglia) ha detto che il 16 novembre a Correggio e il 17 a Reggio il Musico Riccioluto avrebbe tenuto i famigerati concerti novembrini... o meglio, per usare le parole dell'arcangelo multimediale “DUE SPECIALI CONCERTI VOCE E CHITARRA”. I biglietti per accedere al paradisiaco evento si potevano comprare stamane alle 10:00 presso le biglietterie dei due teatri. Il messaggero divino si è premurato di avvisare che i posti sarebbero stati 320 qui a Correggio e 750 a Reggio. Inutile riportare le varie bestemmie e grida di dolore delle anime dannate, sappiate solo che la sottoscritta, anima in pena, aspettava il verificarsi dell'evento da tre (come la Trinità) anni.
    L'anima in pena è arrivata fuori al teatro alle due del pomeriggio di ieri, per trovarsi davanti 40 persone accampate in strada...devo dire che si sono organizzati alla grande, lista di nomi e numerini distribuiti in ordine di arrivo, ogni due ore facevano l'appello, se non eri presente ti cancellavano. Ovviamente mi andava da Dio, calcolando che casa mia dista dal teatro solo qualche minuto! E ad ogni modo ci si sono messi di mezzo i carabinieri a gestire e a controllare. Il bar del Teatro e il centro sociale lì in strada sono rimasti aperti per noi tutta la notte, la protezione civile ha montato i gazebi per la pioggia e i bagni chimici.
    All'una di notte intanto abbiamo saputo che a Reggio c'erano solo poche persone in fila, mentre qui eravamo già 200!!!
    Che poi, detto tra noi, il fatto che io potessi tornare a casa tra un appello e l'altro non è che fosse agevole più di tanto, ma almeno mi sono risparmiata un bel po' di freddo. Alle quattro è arrivata Sara, from Ferrara e ha beccato il numero 98. Alle nove è arrivata Stefania e si accodata a me per farsi prendere il biglietto (scroccona XD ...
    scherzo...), visto a che quell'ora erano già stati dati i primi 160 numerini (considerando che ogni persona aveva diritto all'acquisto massimo di due biglietti, i primi 160 avevano il biglietto  assicurato, tutti gli altri un po' meno)... alle quattro del mattino c'è stato il penultimo appello, io, Sara e Stefania siamo tornate a casa mia... chi sul divano in mutande, chi in cucina a leggere, io nel letto... tutte e tre nel disperato tentativo di prendere sonno... fino alle sette, quando ci sarebbe stato un altro appello. Alle sette, quando siamo tornate a teatro per l'appello era scoppiato il finimondo, nel frattempo era arrivata gente che pretendeva di mettersi in fila davanti a noi, qualcuno che ha detto “io vengo da fuori, mi son fatta chilometri, allora visto che c'è poco posto mandate a casa quelli che sono di Correggio!” (sicuramente signora! Guardi, io stavo aspettando giusto lei!), e qualcun'altro che ha detto “io abito qui di fronte al teatro, non posso rimanere senza biglietto!” (per quale legge fisico-metematica sostieni ciò?!). Comunque, un po' si è litigato, un po' i carabinieri hanno tenuto testa ai ritardatari scontenti... fatto sta che ci siamo dovuti mettere in fila dalle sette fino alle dieci.
    E poi alle dieci finalmente... hanno chiamato secondo l'ordine di arrivo... quelli del teatro sono stati molto efficienti, considerando che l'Asioli ha una sola cassa: hanno puntato lo schermo verso l'ingresso così quando entravi ti vedevi già la piantina con i posti disponibili, li indicavi alla ragazza che te li stampava e nel frattempo pagavi a un ragazzo che era di fianco, poi uscivi da una porta laterale con tanto di carabiniere che controllava che nessuno ti importunasse per fregarti i biglietti! Alle 10:20 io ero in biglietteria, Stefania sull'uscio dietro la transenna... metà platea era ancora libera... fila centrale posti centrali: NOSTRI!!! pagato, uscita, corsa a casa a mettere al sicuro il bottino, poi tornata a far compagnia a Sara. Poi colazione... mentre andavamo verso il bar abbiamo incrociato Pietro e Jarno di Ligachannel, loro erano sul lato opposto della strada, ci hanno salutato e io ho alzato le mani e ho urlato “ce l'abbiamo fatta!!!” (tanto per farvi capire lo stato in cui ero).
    E poi sono tornata a casa e sono caduta in coma fino alle quattro e mezza del pomeriggio (aspettavamo ospiti, altrimenti avrei dormito molto di più).
    Cioè... erano solo 320 biglietti, lì fuori c'erano almeno 300 persone (più tutte quelle che sono arrivate e sono andate via quando hanno visto che non era aria), ci sono decine e decine di migliaia di fan di Luciano in tutta Italia... ma io ho UNO di quei 320 biglietti!!!
     
    PS: la fila che ha fatto la notte per Ligabue, a Correggio e a Reggio è finita sulla Gazzetta di Reggio e sul Resto del Carlino!
    November 06

    Non siamo, non siamo, non siamo...

    QUELLO CHE NON…
    (Francesco Guccini)
     
    La vedi nel cielo quell'alta pressione?
    La senti una strana stagione?
    Ma a notte la nebbia ti dice d'un fiato
    e il dio dell'inverno è arrivato.
    Lo senti un aereo che porta lontano?
    Lo senti quel suono di un piano
    di un Mozart stonato che prova e riprova
    ma il senso del vero non trova?
    Lo senti il perché di cortili bagnati
    di auto a morire nei prati,
    la pallida linea di vecchie ferite,
    di lettere ormai non spedite?
    Lo vedi il rumore di favole spente?
    Lo sai che non siamo più niente?
    Non siamo un aereo né un piano stonato,
    stagione, cortile od un prato?
    Conosci l'odore di strade deserte
    che portano a vecchie scoperte,
    a nafta, telai, ciminiere corrose
    a periferie misteriose,
    a rotaie implacabili per nessun dove,
    a letti, a brandine, ad alcove?
    Lo sai che colore han le nuvole basse,
    e i sedili di un ex terza classe,
    l'angoscia che dà una pianura infinita?
    Hai voglia di me e della vita,
    di un giorno qualunque, di una sponda brulla?
    Lo sai che non siamo più nulla?
    Non siamo una strada né malinconia,
    un treno o una periferia,
    non siamo scoperta né sponda fiorita,
    non siamo né un giorno né vita.
    Non siamo la polvere di un angolo tetro
    né un sasso tirato in un vetro
    Lo schiocco del sole in un campo di grano,
    non siamo, non siamo, non siamo?
    Si fa a strisce il cielo e quell'alta pressione
    è un film di seconda visione,
    è l'urlo di sempre che dice pian piano:
    non siamo, non siamo, non siamo.
     
     
    E non aggiungo altro, perchè questa canzone dice proprio tutto di me adesso...
    October 31

    Oggi mordo!

    "E' il momento che ti trovi una ragazza amico!" tanto per citare il Capitano (nel caso specifico della sottoscritta, un ragazzO). E' probabile, perchè no... a me non me ne frega una cippa ma chissà, forse non sarei così acida...
    Perchè in questi giorni, c'è da dire, che non solo mi girano a mulinello, o meglio, me le stanno facendo girare, ma MORDO, letteralmente. Saranno i primi freddi e il cielo coperto che mi rende nervosa. Sarà che mi si è chiusa la vena scrittoria, sarà che faccio a pugni con i libri (e non è difficile immaginare che non sono io quella che la spunta), sarà che nella decina di novembre a Modena c'è uno spettacolo che vorrei tanto andare a vedere ma se non ho le date dei concerti "novembrini" di Luciano non programmo nemmeno un cinema, sarà che devo fare una "gita fuori porta" che mi rispermierei molto volentieri, sarà che dormo male, sarà che le persone non finiscono mai di stupirti in peggio, sarà che non sono contenta di me stessa... saranno tante cose ma, ragazzi miei, NON E' ARIA.
    Stamane stavo per commettere un infanticidio! Perchè i quindicenni che erano sulla fermata dell'autobus con me erano INFANTI, bambini, non ragazzi... e pure idioti. Voi ora ditemi che c'è di divertente a urlarsi contro in mezzo alla strada... e cosa c'è di difficile da comprendere nel concetto per cui se vi piazzate davanti alle porte di un autobus quando la gente deve scendere non solo i suddetti non riescono a scendere, ma voi non riuscite nemmeno a salire... e non riesco a salire neanche io, povera malcapitata che tenta di raggiungere l'università. Perchè anche io spesso manco di "sveltezza mentale", ma c'è un limite...
    Insomma, questo è uno di quei momenti in cui vorrei trovare un eremo con una stanzetta umida dalle pareti di pietra spoglia e un lettuccio sgangherato dove restare a meditare... ok, non ci crede nessuno che io sia adatta alla vita ascetica (nemmeno io, in effetti), però "meglio soli che male accompagnati".
    E-NON-ME-NE-FREGA-NIENTE-DELLE-PARE-ALTRUI, e dei problemi e degli entusiasmi e delle attese degli altri... voglio essere brutta, acida e arida! Ma più di tutto voglio esserlo in santa pace!...

    October 23

    I cieli sopra Correggio

    Bene...
    Siamo in quel periodo dell'anno in cui il cielo qui assume quel vago colore lattiginoso che io definisco "grigio-cavia-da-laboratorio".
    Sono qui da sola da ben quattro giorni, mentre gli augusti genitori sono tornati per una settimana nell'amena terra natia. Ho studiato un decimo di quello che avrei dovuto strudiare, ho scritto un quarto di quello che avrei dovuto scrivere e ho dormito il triplo di quanto avrei dovuto dormire.
    Sono scesa a buttare la spazzatura poco fa con tanto di maglioncino a collo alto e giubbino pesante, il tizio del pian terreno che ho incrociato sotto al portone, rigorosamente in magliettina di cotone, ha mugugnato un "salve" con l'aria di uno che pensava "tsze! 'sti napoletani che vengono al nord e non si sanno ambientare". Scusi buon uomo, dalle mie parti c'è il sole...
    Guardo lo schermo del pc e penso di accendere una sigaretta...
    Il Maestro compare furtivo alle mie spalle
    "Luciana, tu non fumi..."
    mi volto a guardarlo sollevando le sopracciglia
    "Luciana, hai una matita dell'Ikea tra le labbra" precisa lui,
    ovvio, non fumo... sputo via la matita e apro il mio "quaderno degli appunti" alla ricerca di qualche pagina bianca...
    1 rigo... 2 righe... 3 righe... 3 righe e mezzo... 3 righe e 3 quarti e la bic cancella tutto, veloce e impietosa.
    "Luciana, non sarebbe ora di preparare il pranzo?" il Maestro è assai più puntuale di me, diciamocelo, non è che ci voglia molto.
    Mi sento molto Johnny Depp in "Secret Window", avete presente?
    "Non ho fame... Maestro, ieri sera ho mangiato come una mucca, stamattina ho fatto colazione ad un orario indecente, e se permettete, prima che io mi possa sciupare ce ne vuole" rispondo sollevando il coperchio del portatile, mentre lui si allontana meditando sul significato della similitudine "mangiare come una mucca".
    Apro la pagina di un certo "sito ufficiale", nella speranza di veder comparire improbabili notizie di un sempre più improbabile concerto novembrino di un tale musico riccioluto. Ovviamente l'unica notizia che galleggia in cima alla pagina è quella di un suo intervento al Lucca comics and game... al quale io non riuscirò ad assistere... e mi consolo pensando che sarà simile a quello a cui già ho assistito alla fiera del fumetto di Mantova... quello che per arrivarci io Stefania e Matteo ci siamo persi nei menandri della tangenziale di Mantova pretendendo pure che ci fosse qualcuno a cui chiedere informazioni.
    "Luciana..."
    "Maestro?"
    "Smettila di mangiarti le pellicine delle dita"
    "Maestro, non fumo... ognuno ha i suoi vizi".
    tra due ore si va da Francesco a vedere un film... e domani si esce. E Guccini continua a inciampare nelle "R" dalle cuffie del mio i-pod.
    BIIIP BIIIP fa la lavastoviglie. E adesso non ho voglia di mettermi a sistemare piatti e padelle.
    Dopo il film mi metto a studiare, promesso e... stasera scrivo... forse...

    Ah, si aggiunga... che il delirio e l'uscita di testa potrebbe diventare serio e totale se per caso a fine mese un certo scozzese passa per Roma.... io vi ho avvisati eh...

    October 18

    Comunicazioni varie

    Buon giorno Mondo!
    la sottoscritta è reduce da una lavata di capelli e di conseguenza si sente isterica... perchè io quando mi guardo allo specchio dopo aver asciugato i capelli divento isterica di conseguenza per la forma a cespuglio che assume la mia testa. Ma soprassediamo e diciamo che domani si va tutti felici e contenti a Pistoia per un bel pranzo fuori in famiglia. Francesco ha naturalmente trovato qualche posto scosceso e disagevole da andare a visitare, così posso sentirmi esentata dal mettere i tacchi senza neanche dover trovare una scusa come risposta alla domanda "perchè non ti vesti da donna ogni tanto?" (Si ricorda ai gentili lettori che qualche mese fa, per le nozze d'argento dei miei vecchi, l'augusto genitore proferì le seguenti parole: "per me, per l'anniversario, ti puoi mettere quello che vuoi, basta che ti metti una gonna, ti vesti da donna e ti levi la cincaglieria, non ti ci voglio al mio matrimonio conciata come Ligabue", al di là del fatto che Ligabue ha smesso di portare cincaglieria da un bel pò e anche se, ammetto che se avessi il suo stesso conto in banca quell'anelluzzo con la scritta in francese lo comprerei e lo indosserei molto volentieri, io non ho mai tentato di conciarmi come lui, anche perchè sarei abbastanza ridicola, ma per mio padre Luciano rimane la fonte di tutti i miei mali).
    Vi comunico inoltre che si è rotto un tasto della tastiera del pc e le lettere stanno lentamente scomparendo dagli appositi bottoni. E le fusa a mia amdre per convincerla a prendermi un portatile nuovo hanno riscosso scarso successo (detto tra noi, non importa, perchè io da QUESTO pc qui non mi libererei nemmeno se lo dovessi tenere insieme con il nastro adesivo).
    Si aggiunga che dalle due e mezza di questo pomeriggio NON SI APRE LA HOME-PAGE DI LC!!! E malgrado continuo a ripetermi "è solo un problema di server, non stanno aggiorando il sito, anche perchè di solito di sabato non aggiornano", mentre ero sotto la doccia ho avutoun immagine di me furente che scendevo di casa (con i capelli a cespuglio, si intende) e andavo a bussare urlando "o mi aprite, o mi dite cosa state facendo o butto giù la porta!!!"... non che di solito mi preoccupi il fatto che non si apre LC, ma con l'aria da "concerto-di-Luciano-a-Novembre" io mi preoccupo visto che il suddetto concerto sarebbe in teatro qui o a Reggio... insomma in uno dei nostri magnifici mini-teatri sparsi da qualche parte, e temo che accaparrarsi il biglietto sarà come andare in guerra, quindi prima si sa... meglio è per tutti, almeno ci si mette l'anima in pace (mi sa che mio padre ha ragione: quell'essere è decisamente la causa, se non di tutti, quanto meno di molti miei mali).
    Ma in questi giorni sono mentalmente instabile, divisa tra l'euforia per la prossima settimana (i vecchi partono per una settimana, e ripeto, per una settimana, per Napoli!!!) tra uno strano senso di frustrazione che non va via (sarà colpa del fatto che non riesco a scrivere da un pò?!), un senso di foXXXta paura per il futuro in generale (vedi giornali e telegiornali di questi giorni), e un senso inspiegabile e incoerente di ottimismo.
    Comunque sia, confido sul fatto che la settimana prossima i vecchietti vanno via per ritrovare un pò di pace... e magari riuscire a finire la fanfiction.
    Buon fine settimana Blog, il mio penso prorpio che lo sarà.
    October 14

    Come una che ha vinto la lotteria: FRUSTRATA

    "La lingua batte dove il dente duole"... e pensare che io li odio i proverbi, però oggi questo ci sta bene. Ormai persino chi legge questo blog, senza mai avermi conosciuta, avrà capito che sono una persona piena di piccole manie, oppure, diciamo semplicemente una che "enfatizza".
    Sapete quale è la mia occupazione di questi giorni? Dovrebbe essere "concentrarsi su 400 pagine di Luhmann", ma ovviamente il dovere dello studio è inconciliabile con la disponibilità di concentrazione, non lo dico per giustificarmi, è così e vi posso assicurare che dipende da me assai meno di quanto sembra. Ma non è importante, o meglio, non è questo il punto. In questi giorni, in cui tutto sommato mi sento bene, sono contenta e fiduciosa rispetto al "quadro generale della mia esistenza", c'è una parte di me che scivola inesorabilmente verso un senso appicicoso e scottante di frustrazione.
    Come fami capire? Bhe... facciamo un esempio stupido. Mettiamo il caso che io vincessi alla lotteria una somma di qualche decina di milioni di euro... risolverei un pò di problemi pratici, quelli che hanno tutti i "comuni mortali", comprerei la casa e la macchina dei miei sogni, farei un viaggio intorno al mondo, e in tutto spenderei solo "pochi" milioni... e poi mi renderei conto che non avrei che farmene di tutto il resto della somma (qualcuno suggerisce: un intervento di chirurgia estetica... pensandoci non sarebbe male la cosa... ok, basta, torno seria!).
    Non so se ho reso l'idea... in parole povere, mi sento come una che ha "tanto" e non sa come impiegarlo, cosa farne, come "spendersi" (qualcuno suggerisce: prova un corso di yoga dove ti insegnino a incanalare l'energia, e sii ZEN!... come vedete, i miei tentativi di mantenermi seria riscuotono lo stesso successo dei tentativi di studiare sociologia).
    E sapete, dopo tanti risposte positive al quesito "ne vale la pena?" relativo alla mia passione per la scrittura... persino lì avrei da tirare testate nel muro: non ho una storia da scrivere... divertente vero? (qualcuno suggerisce: ma anche no...).
    D'accordo Blog, ora ho un appuntamento con Francesco al Mazzini, al mio ritorno prometto che renderò onore alla mia passione per i libri di Luhmann (qualcuno suggerisce: se sei una a cui piacciono i libri di Luhmann, se vinci alla lotteria è il caso che ti compri un cervello nuovo!)... e potrei anche riuscire a leggere il libro entro la fine della settimana, visto che trovo patologicamente divertente lo studio della sociologia... ma resta il fatto che i miei bei milioncini sono ancora a prendere polvere sotto la mattonella (perchè con i tempi che corrono tenerli in banca non mi sembra una buona idea).




    October 12

    Sopravvissuta e sopravvivente

    Si va, più o meno. Si vive, facendo ognuno quello che può, o in casi come il mio, spesso anche meno del dovuto.
    Ma il mio sentirmi viva è strano, è come come quando mi cuommuovo, le lacrime rimangono sul bordo degli occhi e non cadono. Gli altri non vedono. Per gli altri è solo respirare, per gli altri certe canzoni sono solo rumore, certi film sono sono immagini che passano, certi affetti sono solo "fanatismi", certe emozioni sono solo surrogati.
    Ma, come dice zio Guccio "è difficile spiegare, è difficle capire se non hai capito già...".
    Ieri sera ero in macchina con un'amica, stesa sui sedili ribaltati. All'una di notte nella campagna buia ad ascoltare la nostra musica preferita. Anzi,  la campagna non era buia... c'era la luna e una casa con le finestre aperte e una luce accesa. Perchè bisogna essere due pazze fissate per andare ad ascoltare una certa canzone, in un certo momento, davanti a una certa casa... fino alle due e mezza di notte. Bhe, pazze fiere di esserlo, se ci guadagnamo un'emozione.
     
    "Chissà se in cielo passano gli Who...".
     
    Bhe in questi giorni in cielo direi che stanno passando davvero di tutto. Il meglio del meglio, almeno per me.
    Per me che non sono felice, ma viva.
    Per me che forse un posto tutto mio l'ho trovato, dopo tanto girare...
    Per me, che tengo botta, e spero.