Luciana's profileI sotterranei dell'OperàPhotosBlogListsMore Tools Help

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    September 28

    "il destino ha la sua puntualità..."

    A volte anche le cose belle sono difficili.
    Passare dall'incertezza a un così incandescente senso di soddisfazione è stato quasi sconvolgente.
    Odio la mia voce nel microfono. Ma ieri non la sentivo, non sentivo la mia stessa voce, sentivo solo le mani che tremavano stringendo il foglio con la poesia che dovevo leggere. Non vedevo le persone davanti a me che ascoltavano in silenzio, attente... forse un pò stupite perchè ero la più piccola. Si vedeva lontano un miglio che non ho dimestichezza con quel genere di cose. Io vedevo solo il reticolo di metallo sulla punta del microfono. E meno male che era poggiato su un'asta, altrimenti si sarebbero accorti che tremavo più di quanto sembrasse. La signora della giuria deve essersene accorta, perchè quando mi sono avvicinata mi ha sussurrato "coraggio". Salire su un palco come si sale su un patibolo, solo io posso esserne capace! Io, la mia timidezza... e tutto il resto...
    "Luciana vuoi leggere?" hanno domandato i giurati... mi sono concessa un secondo di silenzio per valutare la cosa: se avessi detto no Francesco mi avrebbe ucciso!
    Mi hanno detto che sono stata brava, io che ho sempre detto che le mie poesie non sono fatte per essere ascoltate a voce. Non lo so come sono andata, giuro che non riuscivo a sentirmi... non sapevo nemmeno se quel cavolo di microfono funzionava.
    Il critico letterario che faceva parte della giuria ha fatto un discorso pieno di complimenti... e vi assicuro che quando si è timidi come lo sono io, gli schiaffi sono più graditi.
    Ma è stato bello. Una mia poesia che arriva al quinto posto in mezzo ad altre 400, tutte di persone più grandi di me... non c'è niente di più bello per chi alla scrittura sacrifica tempo, sonno, energie... Anche se alla fine cercavo di districarmi in quella foresta di sorrisi e strette di mano perchè non volevo fare altro che tornare a casa!... chiamatelo pure "bisogno di rielaborare". Non è un boccone leggero da digerire... io non ho dimestichezza, nè con i microfoni, nè con i complimenti, nè con le prime volte.
    Ma non sono stata fortunata, dopo la premiazione Francesco voleva fare un giro, mio padre voleva un caffè.
    In macchina, al ritorno (finalmente!) ero del tutto assente, stavo cercando di ingoiare il boccone incastrato tra la gola e il cuore, che faceva quasi male per quanto potesse avere un buon sapore.
    Stamattina mi sono svegliata che già quasi non ci penso più... non è successo niente. Ma ieri è successo tutto!

    PS: eccola...

    SULLA MATTINA

    La foschia allunga dita azzurre sulla mattina,
    il mondo recita il suo ruolo
    e io faccio quel che posso,
    nel portafoglio i frammenti
    dell’ultima infanzia
    che non riesco a lasciare andare
    e il pedaggio per un caffé.
    E la musica che mi assomiglia
    respira assopita nella radio
    appannando lo specchio dopo la doccia,
    la mia filosofia spicciola
    vola col suo deltaplano tra l’aroma del caffé
    e l’immaginazione cambia la scenografia
    allo spettacolo dell’abitudine,
    il mondo procede col suo portamento consunto
    e io pianto grane e sbadiglio,
    guardo l’orologio
    immaginando il lieto fine di una puntualità improbabile,
    affretto i respiri della colazione
    e la chiusura del cappotto,
    mi lascio prendere per mano
    dalla bretella della borsa che mi accompagna
    ma sull’uscio mi sbarra la strada
    lo squillo ingenuo e inopportuno del telefono.
    Il mondo si lima le unghie
    e io accordo i passi alle strisce pedonali.

    September 26

    QUESTA E' LA MIA VITA!

    Eh già!...
    Premesso che sono una persona emotiva, lunatica e dagli entusiasmi facili, la sottoscritta è lieta di annunciarvi che in questi giorni è molto prossima alla felicità.
    E aggiungo che erano quattro anni che non mi sentivo così. Non che negli ultimi quattro anni la mia vita sia stata infelice... il contrario della felicità non è necessariamente la tristezza. In questi quattro anni, con alti e bassi, la mia vita è stata "normale", ogni tanto anche giù di tono.
    Cosa è successo in questi giorni? Bhe, tutto e niente.
    Tutto perchè chi mi conosce sa che do importanza a piccole cose (ogni tanto... anzi spesso, anche alle cose sbagliate). Niente perchè so che la strada è ancora lunga e non voglio partire in quarta.
    Mercoledì ho ricevuto una bellissima notizia... ma non è solo merito di quella cosa. Ad ogni modo, andiamo con ordine.
    Ero sull'autobus per andare all'università e ho ricevuto una telfonata, il numero sul dispaly era sconosciuto, ho risposto... dall'altro lato era qualcuno dello staff del concorso UNDER29, il concorso per autori emergenti che si tiene nell'ambito del festival di poesia di Modena. La voce gentile dall'altro lato mi ha annunciato che sono invitata alla premiazione perchè sono tra i vincitori. Ed è stato un misto di stupore, contentezza, incredulità... non è stato vincere un concorso, poterlo raccontare con tanto entusiamo e un bel pò di megalomania, non sono stati i complimenti delle persone a cui l'ho detto... non è stata nemmeno la proposta di pubblicare un libricino di poesie per un'associazione benefica, nè qualcuno che mi ha detto che avrei buone probabilità in futuro di essere presentata ad una casa editrice. Non sono state tutte queste cose di per sè... è stato di punto in bianco un sogno che ha preso forma, una forma piccola, gracile, indefinita ma che si è materializzata di colpo nelle mie mani scaldando questi giorni terribilmente prossimi all'inverno. E non è tanto "l'essare bravi", tra me e l'essere una scrittrice c'è un baratro ancora tutto da colmare e da frequentatrice del mondo della scrittura amatoriale su internet so che ci sono tante persone più giovani e più dotate di me, ma l'aver scoperto che anche la passione paga, che posso immaginare di "forse potercela fare un giorno..." è stato quasi devastante. E' stato rendere fiero chi ci ha sempre creduto più di me.
    E poi bhe... in questi giorni IO sto funzionando. A prescindere dalla faccenda del concorso di poesia... questa è la mia vita, imperfetta e con tanti dettagli ancora da limare... ma non aspiro alla perfezione, aspiro solo ad essere contenta di me stessa... e mi sento meravigliosamente sulla buona strada.
    Per la prima volta ho la sensazione di POTERCELA FARE!...
    Diciamo che non manca niente... e qualcuno potrebbe obiettare "manca l'amore"... è vero, ma quello manca solo quando c'è, e al momento non c'è, non fa parte delle cose che cerco, e va bene così.
    Quello di cui avevo bisogno c'è... e ci sarà tempo anche per tutto il resto.

    Ebbene, questi occhi contenti sono per me, per riscattare quello che è mancato fino a ieri... ma sono anche per LORO.
    E Loro vanno tutti ringraziati.
    Grazie agli amici, pochi ma buoni, che ci hanno creduto... quelli che mi hanno urlato a telefono "te l'avevo detto".
    Grazie a chi mio amico ci sta diventando, insinuandosi piano piano sotto la mia trincea di diffidenza.
    Grazie ai miei genitori.
    Grazie a chiunque è passato di qui.
    Grazie a questo posto, che non riesce a farsi amare ma continua a entrarmi dentro ogni secondo di più.
    Grazie a tutte le cose che amo fare anche quando non mi riescono bene, la mia chitarra, i miei fogli da disegno...
    Grazie a tutti i film e i libri che hanno portato ossigeno alla mia fantasia.
    Grazie alla musica che adoro e anche a quella solo di sottofondo. Grazie alle canzoni di Luciano.
    Grazie a tutti quelli che mi hanno fatto del male regalandomi la rabbia per andare avanti.
    Grazie a tutte le persone e le cose ancora da incontrare...

    Con affetto.
    Luciana
    September 20

    Lunedì si riparte!

    Forse qualcuno conoscendomi, leggendo il titolo di questo intervento, si immagina che sto per scrivere QUELLA frase di QUELLA canzone...
    "Ho ancora quella forza che ti serve quando dici: si comincia"
    Ebbene NO.
    Non ho in mente questa frase ora, mentirei.
    Non so se ho la forza per affrontare questo dannatissimo terzo anno. Non so se ce la faccio a vedere i tempi stringersi, fogli di calendario volare via con una rapidità stupefacente e spaventosa... e non è solo una questione di università.
    So solo che devo farlo, in un modo o in un altro trovare una via di uscita.
    C'è una vocina insistente nella mia testa che ripete: "C'è di peggio, e lo sai. Hai superato di peggio, e lo sai...", e proprio perchè lo so mi spavento. Mi spavento perchè penso che da tutto quel male non ho imparato niente. Un'altra voce mi ripete: "Hai tempo di scoprire cosa hai imparato". E con la coda dell'occhio guardo i quaderni con i miei racconti che hanno trovato posto nella borsa dell'università e mi dico che ho sempre un'uscita di emergenza pronta all'uso, anche se adesso vorrei già scappare.
    Non solo mi manca la forza, ma mi manca anche il coraggio...
    Sorrido tra me e me pensando che ieri sera ho scritto un biglietto di auguri per un'amica che anche lei si trova ad affrontare una cosa nuova e importante, le ho scritto un'altra frase, di un'altra canzone che forse è il caso che riascolti (lei ha letto il biglietto e ha mormorato "le canzoni di Luciano trovano sempre il momento giusto"):

    "Niente paura, ci pensa la vita, mi han detto così".
    Già... NIENTE PAURA... ma intanto la canzone striscia a volume basso e gli unici suoi versi che mi balenano nella testa sono un pò amari:
    "a parte che i tempi stringono e tu li vorresti allargare
    e intanto si allarga la nebbia e avresti potuto vivere al mare",

    ma chiudiamo gli occhi e facciamo finta che certi sorrisi non siano solo una maschera:
    "niente paura,
    niente paura si vede la luna perfino da qui"
    September 08

    "... Every night I burn dream the crow black dream"

    Ok, ormai è assodato (ri)guardare film vecchi è dannoso per la mia mente malata e contorta. Da un lato mi prende un attacco di "sindrome di Matusalemme", mi ricordo di momenti e periodi che mi sembrano "recenti" e invece fanno parte di un passato terribilmente "remoto". Qualche sera fa ho rispolverato uno dei miei film "storici", quando ho fatto caso a l'anno di pubblicazione ho messo su un'espressione tipo l'urlo di Munch... 1994, io avevo sette anni! P A N I C O ! Avevo sette anni quando guardavo quel film fino alla nausea, fino a recitare tutte le battute a memoria prima che le dicessero gli attori, quando mio padre borbottava che non era un film adatto a me, quando lo trasmettevano in tv in seconda serata e con il bollino rosso e, se mi ricordavo, restavo sveglia a guardarlo per l'ennesima volta.
    D'altra parte, riguardare certi film è paurosamente positivo per la mia fantasia... ma non è una cosa buona quando cerchi di concentrarti su quello che stai scrivendo e dallo schermo ti arrivano nuove idee per cose del tutto diverse da quelle in cui ti stai cercando di impegnare.
    Comunque sia, il film in questione è IL CORVO. Un "cult" degli anni 90, una delle prime pellicole tratte da un fumetto, che ha avuto la "fortuna" di  essere collegato alla tragica vicenda della morte di Brandon Lee, l'attore protagonista, durante gli ultimi giorni di riprese, tant'è vero che alcune scene non ancora girate furono realizzate con le controfigure (praticamente quasi tutte le scene in cui al protagonista non si vede la faccia) e in casi estremi con l'aiuto del computer. Su questa storia sono nate tante leggende e pare che la verità sui fatti non si sia mai venuta a sapere, anche se la spiegazione "scientifica" è relativa a una pistola di scena non adeguatamente pulita  che ha sparato addosso all'attore un frammento metallico con la stessa potenza micidiale di un proiettile (la leggenda vuole che la scena dello sparo fatale sia stata inserita nel montaggio finale della pellicola). Fatto sta che la sua tragica morte ha permesso a Brandon Lee di diventare un mito, ma dato il talento recitativo dimostrato in quel suo ultimo lavoro... chissà, forse lo sarebbe diventato anche rimanendo in vita.
    Tornando al film in sè, la trama è semplice quanto fantasiosa: Erik... pardon, Eric (con C) e la sua ragazza vengono uccisi brutalmente da una banda di teppisti per essersi opposti al capo della mala locale, a distanza di un anno lui risorge per vendicarsi, grazie al sortilegio di un corvo "magico" messo a guardia dell'oltretomba, con l'aiuto del classico poliziotto-buono-ma-sfigato ammazza in maniera altrettanto truce i suoi assassini per poi tornare a riposare finalmente in pace.
    Su questo film, la critica si è sempre divisa, c'è chi lo reputa un capolavoro e chi sostiene che se non fosse stato collegato alla vicenda misteriosa della morte dell'attore sarebbe passato quasi inosservato. Io non prendo posizione in questa "diatriba", tendo a valutare i film (come la musica, come l'arte in genere) per quelli che sono i miei gusti e per le emozioni che ne ricevo, e IL CORVO è esattamente il MIO genere di film. Atmosfere e scenari gotici, storia torbida e drammatica, cattivi cattivissimi, buoni resi spietati, ma che tornano buoni lì dove c'è bisogno, una colonna sonora da Dio e... il protagonista doppiato da Luca Ward. Anche se in alcuni punti la trama fa un pò acqua, anche se ci sono spezzoni di dialoghi un pò banali, anche se il finale è scontaissimo e tutto sommato malgrado la storiellona drammatica e sovrannaturale, il film non ha un minimo di tensione e di colpi di scena, tutto è chiaro e prevedibile fin dall'inzio. Anche se la morale della storia sembra l'apologia della vendetta e della violenza. Anche se, forse ha ragione chi sostiene che questo film non è un capolavoro, non ho nessuna difficoltà a continuare a tenerlo tra i miei film preferiti e a consigliarlo a chi non l'avesse ancora mai visto (quello che non consiglio sono i vari sequel.... uno peggio di un altro).
    September 07

    only for NENNAAAA!!!!!!!

    GRAZIE PER IL TEMPO PIENO,
    GRAZIE PER LA TE PIU' VERA,
    PER I DENTI STRETTI,
    I DIFETTI,
     PER LE BOTTE  D'ALLEGERIA,
    PER LA NOSTRA FANTASIA!!!

    BUON COMPLEANNO, ALE, TI VOGLIO BENE CUCCIOLA!!!

    September 03

    E Luciano è sempre lui!!!

    basta, ho deciso: la faccio finita ed emigro in Papuasia... quell'uomo è troppo meraviglioso per sopportarne la vicinanza!
    Oggi... poco fa... cioè... c'abbiamo ancora le impronte digitali delle sue labbra sulla nostra faccia... il che è tutto un dire!
    Io aspettavo Stef fuori al bar la Rocca... lo vedo passare con la coda dell'occhio insieme ad altre due o tre persone mai viste prima... ma chi se ne frega delle persone che erano con lui... mando un sms a Stef: LUCIANO E' APPENA PASSATO, MUOVITI! appena il cel mi segnala che il messaggio è stato inviato arriva lei, in macchina... lo vede e lo segue (completamente dimentica di me che ero lì al bar e che mi son messa a correrle dietro come un idiota... con LUI a 100 metri). Naturalmente lo perdiamo di vista nella disperata ricerca di un parcheggio, ma il nostro intuito femminile, nonchè la mia vista da aquila, ci suggerisce che è andato a LC... e noi, puntuali, lì sul davanzale della finestra della banca, con il solito tizio seduto alla scrivania che ci spia e ascolta le nostre cazz... ehm.. chiacchiere...
    dopo un pò arriva una signora, bussa, dice che è lì per un autografo, le dicono che Luciano è impegnato e le chiedono di ripassare. La signora deve essere una con una sfiga grande quanto un branco di bufale da mozzarella perchè appena lei va via arriva LUI... cioè... esce lui... con le solite due o tre persone (perdonate, presa a guardare "altro" non ho contanto quante ne erano). Ci guarda sorride... io con la mia solita finta calma ricambio il sorriso e dico "Ciao Luciano", Stefania mi segue a ruota nei saluti e si alza in piedi... io rimango meravigliosamente seduta e imbambolata... Stefania (il tutto davanti a Luciano, sotto il suo meraviglioso sguardo un pò imbarazzato un pò cordiale) mi afferra per il braccio e mi solleva. Lui si ferma, gli andiamo incontro... e smuak! E stretta di mano... e non so perchè stavolta glielo stretta più forte, con più calore, con meno imbarazzo... avevo proprio bisogno di lui, anche se certe cose non gliele dirò mai e non provo nemmeno a spiegarle perchè sarebbe patetico.
    Stefania che è sempre più lucida di me gli chiede come sono andate le vacanze, lui sorride e dice "bellissime vacanze" e si vede, è disteso, ha gli occhi contenti... e lei (fate una statua a questa donna vi prego!!!) gli dice "si vede sei abbrozatissimo" e lui "si anche tu"... poi guarda me (dovrebbe dirmi "e te sei anemica?" ma me lo risparmia, grazie caro, smak, kiss, tvb) Stefania (demolite la statua please) mi fa "ohi, che data facciamo io e te di verona?" per la serie: figniamo che non me ne frega un ozzac proprio davanti a lui! e io, continuando a guardare LUI, "il primo ottobre!" lui annuisce e dice "se andrà tutto come spero sarà bellissimo" e io "non abbiamo dubbi" (senza intenzione di fare la leccac... giuro!!!). ok, ci salutiamo... lui si allontana io rimango ferma... Stefania mi guarda e fa "oh ma andiamo?! o ti vuoi imbambolare come prima che ti ho dovuto tirar su io?!".... eeehffff (sospiro) gli imprevisti del mestiere...
    Correggio era bellissima oggi, sole caldo, strade silenziose... e io e Stefania che camminavamo piano con Luciano a cento metri da noi che proseguiva per la sua strada dopo l'ennesima piccola grande emozione piovuta per caso, in un giorno comune delle nostre vite nomrali.

    piccolo exursus: quando abbiamo girato l'angolo per tornare da me Stefania lo vede da lontano e fa dietro front... non voleva rincontrarlo... ma ormai lui lo sa che NON LO FACCIAMO A POSTA!!!

    excursus bis... andiamo a rifocillarci al bar la rocca e loro hanno su il cd di luciano... prendiamo un the freddo sulle note di certe notti... torniamo a casa (dopo essere passate in edicola per un dovero acquisto... voi-sapete-cosa) andiamo da me... vicino alle cassette della posta c'è mio padre... io lo guardo con un sorriso da un orecchio all'altro ed esclamo "abbiamo salutato Luciano!!!" e lui alza le spalle "ah davvero?... e chi se ne frega!!!" eh mio padre non si smentisce mai... Luciano nemmeno... come sono contenta oggi!!!