Luciana's profileI sotterranei dell'OperàPhotosBlogListsMore Tools Help

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    August 27

    angoli di un ritratto

    La ragazza chiuse il file di word senza salvare le modifiche: era scritto davvero male.
    Una musica potente riempiva l'aria della piccola stanza quasi scivolando contro le pareti di una carica tonalità di azzurro, sfiorando le pieghe del letto disfatto, circondando di oggetti che affollavano disordinatamente i ripiani della libreria. Note d'organo vibranti e quasi cupe che diventavano mano a mano più vivaci e ritmate. Quell'overture era la porta di ingresso che immergeva gli spettatori in una storia destinata a stregarli, una vecchia favola che aveva incantato anche lei.
    La ragazza si poggiò contro lo schienale della sedia e fissò con aria pensierosa lo schermo del suo portatile, l'unica fonte di luce nella stanza buia, la fortezza blindata e confortevole in cui si barricava la sua fantasia. Quella mattina però non c'era rifugio, penombra o musica che riuscisse a portare sangue al cuore della sua immaginazione. Quella magia folgorante e impalpabile chiamata “ispirazione” è una compagnia inaffidabile, che difficilmente mostra la cortesia di conciliarsi con il tempo, di accordarsi con quell'insieme di impegni, di urgenze e di attese che scandiscono la vita di ogni persona. E di tempo la ragazza ne aveva davvero tanto: settimane vuote di inizio agosto che si incastravano tra la fine degli esami universitari e giorni di cene in compagnia, pranzi fuori, visite di parenti, commissioni da sbrigare, impegni programmati tempo prima e incombenze inevitabili che tracciavano in qualche modo le coordinate del suo “posto nel mondo”. Per quelle settimane però avrebbe avuto carta bianca su come gestire il suo tempo, si sarebbe potuta concedere il lusso di dedicarsi alle richieste e alle esigenze della sua fantasia, ma l' “ispirazione” sembrava non volerle concedere l suo appoggio e la sua collaborazione nell'assolvere tale compito.
    Quel poco di illuminazione proveniente dal desktop del computer si rifletteva appena sulla superficie lucida delle foto attaccate alle pareti di fianco alla scrivania, ma anche così la ragazza riusciva a tracciare con lo sguardo i contorni dei visi immortalati sulla carta, il suo migliore amico con la labbra arricciate in un'espressione imbronciata, fotografato senza che se accorgesse. La sua vecchia amica che abitava a diversi chilometri di distanza, i suoi genitori, i suoi cuginetti la cui lontananza rendeva ancora meno sopportabile la nostalgia della sua città che aveva lasciato, la sua migliore amica in una loro foto buffa, una cartolina di Venezia, una foto con il suo cantante preferito scattata tempo prima, in fretta con addosso un inspiegabile imbarazzo infantile. Quelle immagini, il fatto che fossero lì, erano i sintomi della sua peculiare mania di voler ostentare visivamente l'importanza che riservava alle persone ritratte, per lei era un modo come un altro di dire quanto ci tenesse, il suo affetto era così grande che le avrebbe volute sempre davanti agli occhi. E tra quelle immagini c'era anche una screencap di quel film del quale stava ascoltando la colonna sonora, un primo piano del protagonista stampato su un rettangolo di carta fotografica...
    Una riga diritta di luce spezzo la penombra della camera, la ragazza si voltò pigramente verso la porta alla sua sinistra, la figura minuta di sua madre fece capolino oltre la soglia e si fermò un secondo come a cercare di individuare il brano che proveniva dalle casse dello stereo, la donna rinunciò in un secondo all'impresa quando si accorse che le parole della canzone erano il inglese, aveva già sentito quella musica in camera di sua figlia ma non sapeva cosa fosse, e tra l'altro le sembrava strano sentire quelle canzoni nello stereo della ragazza che solitamente prediligeva testi in italiano. L'attenzione della donna passò rapidamente dalla musica a ciò che c'era intorno, percorse con lo sguardo la stanza a forma di elle fissando con malcelata disapprovazione le ante della finestra ancora chiuse, la tazza del cappuccino vuota accanto al portapenne, le lenzuola raggomitolate contro la spalliera del letto.
    “Quando avrò l'onore di vedere la tua camera in ordine, eh Luciana?” chiese la donna con aria seccata, sua figlia spostò lo sguardo tra la stanza e sua madre,
    “Quando io avrò l'onore di ricevere da te un buongiorno con un sorriso” pensò, ma evitò di dar voce a quella riflessione, punzecchiare sua madre era facile quanto inutile,
    “Ora sistemo” disse svogliatamente, restando a guardare la donna che osservava il computer con la consueta espressione perplessa: sua figlia e la sua mania per la scrittura!

    ... NO ONE WOULD LISTEN
    I ALONE COULD FEEL THE MUSIC..

    La musica continuava incurante dell'interruzione e del fatto che l'attenzione della ragazza fosse nettamente calata.
    Luciana si diede una spinta con le gambe facendo allontanare la sedia dalla scrivania di faggio chiaro. Per prima cosa aprì le ante della finestra permettendo al sole di rendere giustizia al colore luminoso con cui erano tinteggiate le pareti della camera, l'azzurro, il suo colore preferito. Sistemò il letto rimboccando il coprilenzuolo in modo che non facesse grinze, buttandoci sopra cuscini e peluches, raccattò gli oggetti sparsi posando i vari quaderni e libri in un angolo della scrivania e sistemando il resto delle cose nel primo spazio libero che trovò nell'armadio. Era disordinata di carattere, ma la cosa le creava meno problemi di quanti sembrava crearne a sua madre. 

    August 22

    Dichiarazione di intenti

    Allora, in questi giorni la mia psicopatia ha toccato i massimi storici... tra invasioni tedesche e condivisioni forzate del mio sotterraneo, compelanni, delusioni grandi come palazzi di New York, visite di parenti, varie ed eventueli... è stato un gran casino (si può dire casino sul blog o mi denunciate al team di msn?) e sono passati veloci gli ultimi giorni della mia vacanza, eh si perchè da lunedì si torna sui libri. Ma se riesco a organizzarmi forse riesco a non sclerare e a fare tutto quello che devo fare...
    Dunque... programma per il week-end: FINIRE-DI-SCRIVERE-CAPITOLO-DICIOTTO-E-DICIANNOVE-
    DELLA-FANFIC-SENNO'-MI-SPARO...
    ...dopodichè...
    STUDIARE-STUDIARE-STUDIARE-STUDIARE... fino al 10 di settembre, quando sarà tutto finito avrò un'altra decina di giorn di vacanza... prima che comincino i corsi...
    nella suddetta decina di giorni: FINIRE-LA-FANFICTION-SENNO'-E'-UNA-TRAGEDIA (ma tanto lo so che è una cosa che non posso programmare... però almeno come dichiarazione di intenti uno la manifesta, poi si vedrà...)
    e poi... MISSION IMPOSSIBLE... tenere il passo con i corsi e nel frattempo scrivere le altre due storie che ho in mente... e magari, tra una pagina e l'altra risistemarmi anche la mia esistenza disastrata (ieri ho riguardato "il corvo" e mai come ieri sera la celeberrima frase "non può piovere per sempre" mi è sembrata una caSSata) e trovare un argomento su cui scrivere la tesi di laurea (si accettano suggerimenti).
    Ce la farò??? Ma si... "cosa vuoi che sia? ci sei solo dentro..."
    Buona notte Blog


    August 16

    "ha tanti cieli la luna"

    "Luna quanti figli, quanti amanti hai?
    Luna tu che vegli
    su poeti, ladri e pescatori,
    e per quelli come me
    una luna basterà per fantasticare..."
    (Renato Zero- Ha tanti cieli la luna)

    Stasera c'è una luna bellissima. Perfettamente tonda, si vede così grande che si ha la sensazione di poterla afferrare, lì sospesa com'è sui tetti del centro storico, è circondata da sbuffi di nuvole, contro un celo azzurro, tendente al grigio che promette pioggia e sicuramente garantisce buio, probabilmente senza nemmeno le stelle.
    Dovreste vederla la luna qui stasera, sembra l'inquadratura di un film, una di quelle immagini che fanno songare, dovreste vederla con lo stesso sottofondo di grilli, con lo stesso odore di erba che sento io, con questo vento che asciuga le labbra e inumidisce gli occhi.
    Quanto vorrei che ci fosse e che ci fosse stato qualcuno che avesse visto certe cose con i miei stessi occhi. Devo dar torto al "mio" Luciano, quando dice che gli occhi del bambino non te li ridanno indietro. A me son stati restituiti (o forse non sono mai stati portati via) e a volte è una croce un pò troppo pesante.
     
    Ah la luna, la luna... mi riporta a un periodo che non mi aspettavo fosse così lontano: 7 anni fa! Il periodo in cui qualche frase giusta al momento giusto mi fece venire in mente che scrivere potesse essere come una volcazione, la mia vocazione, quando la parola LUNA la scrivevo con la lettera maiuscola perchè era il nome di un personaggio ricorrente in tutto quello che tentavo di buttare su carta... quelle carte che ho strappato nella rabbia del trasloco e che probabilmente prima o poi (ma non ancora) rimpiangerò di aver buttato via.
    Forse non è un caso che il titolo della prossima fanfiction di cui sto cercando di imbastire la trama sia "quanta più notte che può". Anche l'essere nottambuli è una gran croce... ma non ho voglia di darmene pensiero, non stasera almeno.
     
    August 12

    il diritto di sentirmi leggera...

    Dunque... sorvolando su tutte la varie vicissitudini, litigi, incaSSature, amicizie andate a monte, mia nonna in ospedale... e sorvolando anche sulle cose belle, viaggio a Venezia, nuove conoscenze interessanti, sorvolando sul fatto che sto scrivendo una cosa che mi sta assorbendo completamente e mi sta riempiendo di soddisfazioni... sorvolando su riflessioni "infelici" e giorni allegri, sorvolando su le SUE finestre chiuse, sorvolando sul mio cuore sempre un pò meno tenero... sorvolando su un sacco di cose... sta passando l'estate!
    Tra una decina di giorni dovrò rimettere mano ai libri, inoltre qui ho una ragazzina tedesca che è venuta per una settimana a casa mia per imparare l'italiano... E NON PARLA ASSOLUTAMENTE (meno male che domani se la vengono a riprendere perchè non se ne può più... l'ultima volta che ho passato una settimana così lunga e infinita è stato quando Francesco è stato ricoverato in ospedale).
    Si ripresentano scelte, si ripresentano pensieri... e io so che prima o poi questa vacanza dovrà finire e quando sarà finita ci sarà davvero tanto da fare. Del resto sono quell'insieme di cose che tracciano le coordinate del mio posto nel mondo... un posto che devo ancora capire se mi piace o no... perchè "c'è sempre una parte da recitare" ma prima o poi si devono anche mettere via le maschere, scoprire chi sei, quando smetti di assolvere il ruolo che le circostanze ti impongono.
    E oggi ho solo frammenti di pensieri sconnessi per questo Blog... e tanta tanta nostalgia... e troppe incertezze. E un senso strano... quel "e ti senti in diritto di sentirti leggero", malgrado tutto.