Luciana's profileI sotterranei dell'OperàPhotosBlogListsMore Tools Help

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    February 20

    cambio casa 8virtuale)

    Ci siamo traferiti...
    Io odio i traslochi (l'ultimo è stato di 680 chilometri, dovete capire che mi ha un pò scosso...) ma vabbè... ho cambiato account msn e tra la tentazione di chiudere il blog e la voglia di continuare a scriverlo ho optato per aprirne uno nuovo.
    Troverete me e il Master (si me lo son portato dietro perchè senza non ci si fa) a questo indirizzo:

    http://alkimia187.spaces.live.com

    Per quel che riguarda il nuovo indirizzo msn, con calma provvederò ad aggiungere di nuovo i contatti che avevo nella vecchia rubrica. Per ora continuerò a usare il vecchio, fino a quando non avrò sistemato tutto.

    February 19

    Certe notti...

    h 01:15
     
    "Luciana, questo cos'è?"
    "Un pigiama Maestro, lo so che di solito non li porto, che dormo in t-shirt ma..."
    "No, Luciana, no... sto parlando di questo" il Master indica con un gesto enfatico me seduta alla scrivania, con un pigiama di pile, i piedi nudi e una catasta di vestiti che ho spostato rumorosamente dalla sedia al vano accanto alla cassettiera.
    "Oh bhe..." mi gratto la nuca e faccio una smorfia imbarazzata
    "E' l'una di notte, e tu eri sul punto di addormentarti dopo aver visto un film romantico, quel tipo di film che detesti..."
    "Di fatti il film mi ha fatto schifo"
    "Non interrompere quando parlo! Eri sul punto di addormentarti e ora SEI AL COMPUTER, A SCRIVERE! ALL'UNA DI NOTTE... e hai svegliato anche me"
    "Maestro sssh! Non urlate... e poi in due ore ci avete fatto una testa così sul fascino della notte e tutto il resto..."
    "Bene... è meglio che prenda un bel respiro.... uuhf uuuhf uuuhfffff...."
    "Sembrate una partoriente"
    "E tu sembri una psicopatica! Torna a letto, immediatamente!" gracchia lui
    "Se non mi date qualche cosa incredibilmente interessante da fare a letto non ci torno" rispondo
    "Dio mio, perchè non ti ho tagliato la lingua quando potevo farlo! Così non avrei dovuto sentire le tue battute sconce!"
    "Battute sconce?! Come siete all'antica... c'è di peggio"
    "C'è solo una cosa che è più oscena di quello che dici: le canzoni del Musico Riccioluto!"
    "VI HO DETTO DI LASCIARE STARE LUCIANO!"
    "Si si... comunque sia, cosa è successo? Ti ha colta l'ilspirazione fulminante? No perchè l'unica cosa di fulminante che sta per cogliere me è un infarto!"
    "Ah, santa pazienza... prendete una sedia e venite a sedervi vicino a me, date una mano! Non si è mai vistp un musO ispiratore più nullafacente di voi" borbotto
    "Ma non stai scrivendo di me..." risponde lui piccato
    "E questo che c'entra? Venite qui... dunque, abbiamo un lui e una lei, lui incontra lei per la prima volta"
    "Oddio è una storia d'amore?!" domanda strabuzzando gli occhi
    "Più o meno..." dico scrollando le spalle
    "E lei si chiama Alessandra o una qualsiasi variante di codesto nome?" chiede ancora con ansia crescente
    "Si chiama Alex" bisbiglio
    "Bene, allora direi che è piuttosto grave!"
     

    February 16

    Luciano, università, vampiri, varie ed eventuali...

    Sto ascoltando canzoni di Luciano a casaccio, le ho inserite senza sceglierle nella lista di media player. Non sono tanto le canzoni, non ho voglia di mettermi ad ascoltare o canticchiare... voglio solo avere il suono della sua voce nelle orecchie, quella che coccola i pensieri, che smussa gli spigoli delle idee brutte... quella che porta a galla solo i ricordi migliori, quella che toglie l'amaro dalla bocca. Se lui fa la differenza ci sarà pure un buon motivo, no? Ah, uno dei suoi sorrisi sarebbe proprio taumaturgico oggi, chissà se è in giro, è un bel pò che non lo vedo.

    E mentre penso che ho un sacco di cose da fare, che fuori c'è il sole, che non vedo l'ora che aprano i negozi perchè devo uscire da qui, mi accorgo che stare troppo tempo senza riuscire a scrivere mi manda il cervello in cancrena. E per questo che parlavo di "chiudere", come una specie di amputazione. Mi ripeto che passerà, mi dico che è già successo... ma quanto è pesante questa volta!
    Ho rimandato l'esame di sociologia, non che ne sia entusiasta ma è una materia a cui tengo moltissimo e non mi va di darlo se non sono preparata al cento per cento. Fosse stata un'altra materia mi sarei presentata all'appello anche senza sapere nemmeno com'era fatto il libro ma per me la sociologia è una specie di passione malsana, una forma di masochismo celebrale che mi diverte neanche fossi una violenta psicopatica... oddio... è grave, lo so...
    Ah bhe, lunedì cominciano i corsi nuovi... e lo status mentis al riguardo è il solito, quello di tutte le altre volte: sono curiosa e piena di buona volontà, ma tanto già so che diventerà tutto piatto e noioso dopo le prime due settimane di lezione. Ah ma forse, stavolta, non avendo molto altro da fare potrebbe anche andare diversamente... e potrei passare l'ultimo semestre del mio triennio di laurea a ingobbirmi sui libri.

    Sto guardando "true blood", un'altra serie televisiva sui vampiri (buon Dio, un'altra love-story tra il vampiro figo e l'umana sfigata... tra l'altro interpretata da Anna Paquin che ho sempre odiato, ma son dettagli...). Probabilmente chi non mi conosce e dovesse notare quanto amo i vampiri penserebbe che sono una darkettona con tanto di capelli viola, smalto nero e collanona con le borchie, e immaginerebbe la mia stanza in stile castello dell'orrore, con candele e drappi scuri. In realtà preferisco indossare i colori chiari, le pareti della mia stanza sono azzurre e sembra la camera di una teen-ager tra peluche e fotografie appese... anche se mi piace il "gotico", in molte delle sue diverse accezioni. I vampiri sono una vecchia passione, ne ho già parlato... e come figure letterarie mi portano fortuna... non sia mai detto che il buon Mick St' John di Moonlight che mi ha tanto divertito non mi faccia venire in mente qualche buona idea per tornare a scrivere.

    Il Master, ripresosi dal coma etilico in cui è finito a causa mia (si, non sopportando il mio malumore si è attaccato alla bottiglia e ora è sul divano e sta borbottando "dov'è l'assenzio che ti aveva promesso la fidanzata del tuo amico?!"), mi ricorda che prima che arrivasse quest'eclissi avevo tante buone (o pseudo tali) idee da scrivere, che non c'è bisogno di vampiri ganzi a cui star dietro e che lui odia la musica di Luciano quindi è meglio che io chiuda il media player.

    February 15

    La cosa giusta la momento sbagliato: LA RASSEGNA

    Ci mancavano un paio di persone importanti, un paio di persone che forse avrebbero fatto la differenza, almeno per me.
    Ci mancavano le mie mani che tremavano (cavolo! Sto peggiornando).
    Ci mancava il posto giusto.
    E non è mancato il mio consueto bisticcio con il microfono... ah no, stavolta sono riuscita ad accenderlo e a farlo funzionare (i potenti mezzi della mediateca!), ma come al solito io non sentivo se gli altri sentivano, non ho avuto nemmeno il fegato di alzare lo sguardo dal foglio per rendermi conto se il pubblico si era addormentato o no. Ma l'applauso è stato bello, non bello come complimento, bello perchè era sentito, bello perchè quando ho alzato la testa come se pesasse un quintale qualcuno sorrideva.
    Claudio ha parlato dei miei testi dicendo che hanno l'immediatezza delle canzoni pop e il potere evocativo della poesia... mi è venuto da sorridere pensando a tutte le volte che qualcuno, leggendo qualcosa di mio ha detto "si vede che ti piace Ligabue..." (per me è un gran complimento... ma facciamo che a Luciano è meglio non dirlo... e comunque, non lo faccio di proposito, non cerco di imitarlo, nè lui nè nessun altro). Mi è venuto da sorridere da subito, da quando sono entrata e ho visto la scrivania da conferenza con i cartellini con i nomi in corrispondenza dei nostri posti, i microfoni, le bottigline d'acqua e i bicchieri.
    Alla fine, mentre stavamo andando via ho gracchiato a Claudio "come ti è venuto in mente di mettermi in mezzo ai pezzi grossi?! che figura mi hai fatto fare?...".
    Il fatto che non si fosse Giuseppe per me è stato un vero dramma, lo ammetto, però ciò significa che non ci sono testimonianze dell'evento... niente foto, niente video... meglio così! Mi sentivo già abbastanza ridicola senza l'obiettivo.
     
    E la rassegna è andata bene (considerando che ho anche appurato che chi scrive di solito non sa leggere... e non è un problema solo mio), sorvolando sulla mia timidezza e sul mio imbarazzo a dover leggere le mie cose in mezzo a due che di poesia ne sanno certo più di me. Non è andata come me l'aspettavo, non come sarebbe andata se fosse stato il 15 marzo, come era previsto, e non ieri.
    Inutile dire che il prima e il dopo sono stati un disastro completo... il pranzo in famiglia era meglio evitarlo, le forzature non sono mai una bella cosa... e quando mia madre imparerà a non parlare a sproposito non sarà mai troppo tardi, così come quando Francesco imparerà a capire che ci sono cose che vanno fatte e dette al momento opportuno, così come quando io imparerò a essere più brava a fingere.
    E ancora una volta la "premiata ditta" mi ha rovinato un momento importante... ma vabbè... mi sono scocciata io e vi sarete scocciati voi e sentire le mie lagne su questi giorni da schifo...

    Comunque, grazie a tutti quelli che c'erano e a chi mi ha permesso di esserci.


    Frase del giorno:
    "Per ciò a cui più tieni al mondo c'è un prezzo che prima o poi va pagato"
    (dal film Pirati dei Caraibi- ai confini del mondo)

    February 12

    Notizie dell'ultim'ora

    Ok, dai precedenti post avrete capito che le cose alla sottoscritta non vanno granchè bene, ma cerchiamo di andare un attimino oltre... onde non far preoccupare mamma e papà che si stanno chiedendo perchè sono sparita tutto il pomeriggio, cosa sia andata a fare a Reggio fino alle sette di sera eccetera eccetera...
    All'andata in corriera mi è preso un momento di romanticismo (saranno mica i postumi della visione di "moonlight"?!) e ho raschiato sul fondo della cartella "varie" del mio i-pod tirando fuori niente popò di meno che "when i thik of you" di Lee Ryan, esatto quello dei Blue (ve li ricordate i Blue che facevano strappare i capelli alle ragazzine qualche anno fa?) e tutta una serie di canzoncine melense...
    All'arrivo son andata dove dovevo andare: a fare la cosa sciocca di cui parlavo ieri, ovvero cominciare a lavorare alla radio dell'università (no, non pensate "wow ma è figo!", è sciocco... sciocco quando lo fa una come me, con il carattere poco costante che ho io... e spinta dai motivi che hanno spinto me, ma sovrassediamo). Non l'ho detto a nessuno finchè non fossi stata certa di essere presa.
    Al ritorno già pensavo a come sarà la radio quando le cose cominceranno a ingranare...
    E adesso ho un gran mal di testa e avrei bisogno di urlare a mio padre di abbassare il volume di quella ozzac di televisione e di mangiare schifezze fino a sentirmi male e buttare giù una fiala intera di fiori di Bach per avere qualche straordinario effetto placebo... e avrei anche bisogno che la prof si decidesse a pubblicare i risultati dell'esame... e avrei bisogno che il mio reading non sia sabato ma tra un mese almeno. E avrei bisogno che un pò di persone fossero qui... Alessia, i bambini... e qualcuno con cui uscire a fare baldoria...e avrei bisogno di finire di scrivere il pezzo che devo mandare al "boss" della radio... e avrei bisogno di qualcuno che mi dicesse "capisco".


    February 11

    Il punto di rottura

    Sapevo che prima o poi sarebbe successo.
    Ho fatto una cosa sciocca. Non una cosa "dannosa", o brutta, o pericolosa, o sbagliata... semplicemente una cosa normalissima ma che in questo contesto risulta sciocca perchè poco adatta al mio modo di essere. Sarà stato il mio carattere superficiale a farmi fare questa scelta nel giro di pochi minuti senza pensarci più di tanto. Sarà che ne avevo bisogno. Sarà che alla fine non casca mica il mondo, che potrebbe rivelarsi un'ottima cosa, o potrebbe non andare in porto (e forse ci spero meno di quanto mi vado a raccontare).
    Sarà che a casa non è un bel momento, che non ho voglia di parlare o che non ho nessuno con cui farlo. Sarà che sto notando delle cose e ricordandone altre e non ho nessuna intenzione di lasciare che mi pesino. Sarà che ho voglia di chiudere. Chiudere un bel pò di cose, compreso questo blog, i file e i quaderni dei miei racconti... Lo so, sono  periodi no che vanno e vengono, momenti ciclici che prima o poi capitano a tutti. Ma questa volta è diverso, questa volta ho una vocina in testa che ripete "basta!" senza la rabbia da adolescente, semplicemente con la (quasi) serena consapevolezza che non è il caso di continuare su una certa strada. Anche se so che oltre questa strada c'è ben poco.
    Sarà che è un mese e mezzo che non rido. Sarà che ho aspettato inutilmente che mi venisse ridato indietro un pezzo di anima che avevo perso e che nel frattempo non si sa dove sia finito. Chissà se qualcuno si è mai chiesto come è che si diventa insensibili. Io lo so.  
    Sarà che sono stanca, perchè ci si stanca anche delle cose grandi, soprattutto delle cose grandi. O forse sono le cose grandi che si stancano di noi, quando riveliamo la nostra piccolezza? Perchè quelli come me sanno essere gentili con tutta la sincerità di questo mondo, ma sanno anche essere cattivi, con tutta la cecità che contraddistingue un persona arrabbiata. Perchè quelli come me hanno cose che non sanno tradurre in parole e che gli altri non possono capire.
    Eppure ci sono persone che amo. Poche persone che amo, ma che amo moltissimo. Sarà che anche tutte le altre che sono passate e sono andate via, fino a qualche anno fa, le ho amate davvero, e invece che cercare di colmare i posti vuoti mi sono limitata a togliere le sedie che non erano occupate. Ho chiuso i battenti un bel pò di tempo fa, sprangati, sigillati. Perchè quelli come me sono così deboli e consapevoli delle loro debolezze che preferirebbero murarsi vivi piuttosto che esporsi.
    Non so se tutto questo mi rende una brutta persona. So solo che andava fatto qualcosa e io, con il mio solito essere precipitosa, mi sono buttata sulla prima cosa che ho avuto davanti. Che ne sarà? Non lo so. Speriamo solo che non sia un buco nell'acqua o che, se  anche lo fosse, che non sia a causa mia.
    Domani quando torno da Reggio vedremo...
    February 10

    "... like the first time?"

    Come va? bene... male...
    sfoglio la margherita e ve lo faccio sapere.
    Me ne sto seduta al tavolo, le braccia incrociate sulla superficie di faggio e il mento poggiato ad altezza del polso, lo sguardo perso. Indosso i pantaloni della tuta, una t-shirt sbiadita e sopra una giacca di lana stralabrata (posso supporre sia un souvenir degli ultimi mesi a Napoli in casa di mia nonna). Dall'altro lato del tavolo il Master e l'Intruso, nella mia stessa posizione che mi fissano, l'uno rassegnato l'altro preoccupato.
    A metà strada tra me e loro i libri di sociologia e i quaderni dei miei racconti. Nel ticchettare dell'orologio una vocina serafica mi suggerisce che è ora di preparare il pranzo, di rifare il letto...
    "La stiamo perdendo... la stiamo perdendo... l'abbiamo persa..." gracchia l'ospite
    "No, no, lei è persa di natura. Troppo fuori per restare sulla terra quel tanto che basterebbe per definirla normale..." puntualizza il Master.
    A cosa penso in quella posizione, con l'aspetto squallido di chi è andato a letto senza struccarsi e ha rinunciato secoli orsono a pettinarsi i capelli? Penso a qual'è il compromesso giusto da accettare, fino a che punto si deve cedere. E non ditemi che non si devono accettare i compromessi, che non si deve cedere, che si deve proseguire passo dopo passo in una certa direzione infischiandosene del resto. Non è così che funziona, è una cosa di cui prendi atto dopo l'adolescenza e cerchi di comportarti di conseguenza. Poi ti ritrovi a studiare psicologia e teorizzi le cosiddette "norme sociali", la cortesia, le etichette, gli steriotipi, le aspettative, quelle che ti fai sul mondo e quelle che il mondo si fa su di te...
    Ho avuto bisogno di una scusa per uscire ieri, una scusa da raccontarmi. La biblioteca, la ricerca di un libro per l'esame... il cappotto era fuori luogo in una giornata che sembrava quasi primaverile, infatti sentivo caldo. Erano quasi le tre, quell'ora in cui Correggio sembra essere tua o non essere di nessuno. Quell'ora in cui i pochi passanti si guardano l'un l'altro come a domandarsi a vicenda cosa ci si fa in strada quando i negozi sono chiusi e il resto del mondo è assente. I portici offrivano un'ombra umida e rassicurante, ma svoltato l'angolo di via Cavour gli occhiali da sole non hanno avuto la meglio sul riverbero che si rifletteva contro il lastricato davanti a Palazzo dei Principi e davanti al teatro. Sono uscita dalla biblioteca con la testa che elaborava un programma su come leggere in tempo per l'esame il libro che ero miracolosamente riuscita a trovare. Sono tornata a casa facendo il giro consueto, svoltando in via Battisti e lungo via Asioli. Ho lanciato il sorriso affettuoso di ordinanza al pomello della porta dello studio di Luciano, ignorando il trillo del tizio in bicicletta alle mie spalle, ho attraversato e sono tornata a casa a strapparmi di dosso il cappotto e il maglione e a sollevare fino ai gomiti le maniche della camicia, a pensare che in fin dei conti è tutto a posto.
    Se oggi fosse bel tempo come ieri replicherei lo spettacolo, ma per sentirmi bene ho bisogno che ci sia il sole, perchè questo posto sia davvero taumaturgico il cielo non deve essere grigio, perchè passeggiare per Correggio aiuta solo quando è come la prima volta, e la prima volta era estate.
    February 09

    Consigli per gli acquisti: MOONLIGHT (una recenZione che andava fatta)

      "... quindi per far capire a quel branco di idioti che era che comandava, piombai nel foyer vestito di rosso, con una maschera a forma di teschio" conclude il Master tronfio e soddisfatto
    "Uhm, bravo... aspetta... dov'è che piombasti?" domanda perplesso l'Intruso
    "Nel foyer del teatro"
    "Eh?!"
    "Nel FOYER, il salone di ingresso del teatro dannato zotico ignorante!"
    "Prova a ripeterlo se hai il coraggio!!!"
    "Ragazzi!!!- esclamo io saltando dal letto- dovete proprio cominciare a litigare così presto?!"
    "Luciana, non è presto, sei tu che poltrisci!" puntualizza il Master
    "E certo che poltrisce, è rimasta sveglia fino a tardi per vedere come andava a finire quel telefilm  da idioti!"
    "Grazie, caro il mio ospite, è bello avere anche il tuo appoggio" borbotto buttando via il piumone e scendendo dal letto.
    Per inciso, il telefilm in questione è MOONLIGHT. Potevo lasciarmelo scappare giacchè tratta di vampiri? Ovviamente no!


    Moonlight è una serie di sedici puntate, ho letto che non ha riscosso molto successo nè in America dove è stata realizzata nè in Italia, per cui la produzione sembra assai propensa a non mettersi a lavoro su una seconda stagione (ma non è certo) e di conseguenza il finale dell'ultima puntata è abbastanza definitivo.
    Il protagonista, interpretato da Alex O' Loughlin (compare in "l'amore non va in vacanza" e in "August Rush" ma non è un volto particolarmente noto ai nostri schermi), è Mick St. Johnes, voce narrante della storia (a proposito di voce, il doppiaggio di costui è di Luca Ward, e c'è una scena in cui cita una frase da "il Gladiatore", la qual cosa mi ha fatto sghignazzare non poco). Mick è un vampiro, trasformatosi cinquant'anni prima a causa della donna che aveva sposato, che era una vampira a sua volta e voleva dividere l'eternità con il suo amato. Lui odia essere un vampiro e per farsi una ragione di questa sorte infame che gli è toccata senza che avesse possibilità di scelta, decide di mettere le proprie abilità vampiriche (le solite più o meno, olfatto e vista supersviluppati, forza sovraumana e cose del genere) al servizio degli umani lavorando come investigatore privato. Mick è affiancato da Josep, il suo migliore amico, vampiro ultracentenario che non condivide la sua empatia per gli esseri umani e dalla "comune mortale" Beth (interpretata da Sophia Myles, Isotta nel "Tristano&Isotta" con James Franco, che guarda caso aveva interpretato una vampira in "Underword" qualche annetto fa), una giovane giornalista a cui ha salvato la vita da bambina, sottraendola alla famigerata moglie zannuta che ha poi dovuto uccidere. Beth non ricorda il volto del suo salvatore ma quando incontra Mick (ignorando la sua natura vampirica e l'esistenza di tutti i suoi simili) tra i due comincia una collaborazione molto fruttuosa per le professioni di entrambi, che non viene scalfita nemmeno dalla scoperta che la ragazza fa riguardo ai "gusti gastronomici" suo nuovo compagno di avventura e che appare fin da subito destinata a evolversi in una complicata "love-story".


    Il bello di questa serie è l'immagine che da dei vampiri, che vivono normalmente, svolgendo le più disparate professioni, integrati con gli umani, possono sopportare la luce del sole (non si sciolgono e soprattutto non sberluccicano) anche se questa li rende più deboli, generalmente non vanno a caccia di umani e cercano in tutti i modi di non attirare l'attenzione e di tenere nascosta la loro esistenza, procurandosi il sangue tramite loro simili che operano in ambito medico. Si aggiunga che hanno bisogno di dormire dentro a dei congelatori (e qui preferisco i signorini di Tiwilight che non dormono affatto, ma son dettagli).
    Ovviamente il vampiro nei film e nei libri è una figura fin troppo inflazionata, come ormai anche le storie romantiche tra il vampiro figo e l'umana sprovveduta (permettetemi di sognare un mondo in cui tutte le copie di Tiwilight prendano fuoco esposte al sole, come lo Scozzese in Dracula's Legacy), quindi non vi aspettate niente di troppo sorprendente da questa serie. La cosa negativa che si nota irrimediabilmente malgrado i personaggi siano sviluppati piuttosto bene, è la frettolosità e la superficialità con cui è sviluppata la trama, sia della storia in generale sia dei singoli episodi, in alcuni punti fa un pò acqua, in altri è talmente scontata che ci scappa lo sbadiglio.
    Ma nel complesso direi che è il telefilm è assolutamente godibile, dal punto di vista registico non è niente male e forse potrebbe piacere anche a chi non è maniaco dei vampiri come la sottoscritta.
    (Maniaca dei vampiri ed emofobica allo stesso tempo... eh si... le contraddizioni della vita)

    February 07

    ... nei miei fogli e nelle mie vene... (un anno di Master)

    "Maestro, me lo date un bacino?"
    "Senti, ragazzina folle, mi sono sempre rifiutato di concederti queste stupide effusioni, non vedo perchè oggi dovrebbe essere diverso"
    "Ma perchè oggi è il nostro anniversario, Maestro!"
    "Ah bhe, allora quand'è così... un omaggio per la sopportazione te lo meriti"




    Non è normale, a distanza di un anno, ricordarsi la data esatta in cui hai visto un film che non è il tuo film preferito e che non reputi nemmeno un capolavoro. Ancora meno normale è organizzare un viaggio a Londra per vedere dal vivo il musical da cui è tratto quel film. Ancora meno normale è innamorarsi di un personaggio, della sua storia e delle canzoni che la raccontano. Sentire quella musica pulsarti nelle vene come se fosse parte di te e accorgerti che ti è entrato dentro, in fondo, fino a toccare ciò che hai di più caro: l'immaginazione. E riascoltare quella musica e rivedere quel film, imparararlo a memoria eppure ogni volta sentire i brividi.
    No, non è normale. Eppure mi ha insegnato a tenere in mano una penna... da non credere, ma è stato merito suo più di quanto si possa pensare, con tutti i fogli che mi sono sentita quasi costretta a riempire a forza di notti insonni, come se ridisegnandolo nelle mie storie, nelle mie piccole scenette nonsense e sul mio blocco da disegno servisse a farlo uscire fuori dalla mia testa, come in uno strano e inconcludente esorcismo.
    Non è normale addormentarsi con quelle canzoni nelle orecchie, come se fossero un rifugio...
    Non è normale battere le dita sulla tastiera e poi cancellare mentre cerco le parole più adatte. Come se davvero ci fosse bisogno di trovare una spiegazione... in fondo è solo il potere della musica della notte.

     

    February 04

    Sogni, bisogni e... DISEGNI!

    L'altra sera, dopo cena, dopo aver appurato che non ricordavo un beneamato volatile di psicologia, a meno di trentasei ore esatte dall'esame, ho fatto la cosa più utile del mondo, speice se sei sotto esame e non ricordi niente di quello che hai passato la giornata a ripetere fino alla nausea: temperare tutta la scatola di 36 pastelli e tutte le matite da disegno che mi trascino dietro dai tempi in cui la mia aspirazione più grande era andare a fare la modonnara per le strade di Roma (per chi no lo sapesse, i madonnari sono quegli artisti di strada che dipingono ritratti per terra, generalmente trattasi di immagini sacre... ma io una volta a Napoli ho visto pure il ritratto di MaradonaA bocca aperta) dicendo in giro che non avrei continuato la scuola dopo l'età dell'obbligo. Ebbene si, esattamente undici anni fa la sottoscritta aveva aspirazioni artistiche di tutt'altro genere. Poi ho lasciato perdere quando ho capito di non essere portata per il disegno, ma se la consapevolezza è una bella cosa, la testardiggine è una brutta bestia e non ho mai smesso di disegnare (echissenefrega se non lo so fare), perchè è una delle cose in assoluto che più mi rilassa e mi aiuta a non pensare, anche più dello scrivere, che quello ormai non è più nemmeno un hobby, mi sembra più la mia croce da portare. Ho comprato un blocco da disegno nuovo un paio di settimane fa, riscoprendo quanto mi piace smanettare con le matite, e ho iniziato un paio di cose, e in queste sere sto smaltendo la tensione accumulata... (e prima o poi il fumetto de "l'ora d'aria" lo devo finire, con tanto di arrivo dell'Intruso e del Master ubriaco la mattina del primo dell'anno)
    E a causa di quell'essere, quello lì, si l'Intruso, ho anche ricominciato a scrivere a penna...
    Comunque, per tornare a ieri sera, dopo aver riempito il posacenere di trucioli, mi sono messa a letto con l'intento di riguardare "i segreti di Broback Mauntain" ma al terzo primo piano di Heat Ledger che fuma la sigaretta con le spalle contro il container mi son venute le lacrime agli occhi e ho desistito, sono andata a recuperare il Master e l'Intruso che si erano addormentati sulla porta del bagno mentre litigavano su chi dovesse andare per primo a fare la doccia, poi mi sono messa a sedere in mezzo al letto e ho aperto il quaderno di psicologia, ho riletto le prime tre righe della prima pagina, ho lanciato un vaffan... alla mia stessa calligrafia e sono rimasta a fissare il soffitto incapace di addormentarmi, fino all'una, poi mi sono addormentata e ho fatto un sogno strano: ho sognato che inseguivo un tizio per ucciderlo (devo smetterla di guardare film violenti!!!Sarcastico) e ogni volta che lo beccavo gli sparavo a una tempia ma la sparo non partiva perchè la pistola era scarica... e ora sto qui a pensare che probabilmente è un sogno premonitore sull'esame di psicologia, per la serie "non importa se hai studiato, domani vai lì e lascerai il compito in bianco perchè non ti ricorderai una virgola"
    Ma, a voi posso dirlo... non mi importa dell'esito dell'esame (bugggggiaaa)... non vedo l'ora di tornare ad avere tempo libero per dedicarmi ai miei progetti pseudo artistici che fanno tanto preoccupare il Master, di cui oggi vi offriamo una diapositiva:

    Ciao Blog

    February 01

    Neve, poesia, intrusi e altre scempiaggini...

    Nevica, o nevicava, non so, non ho avuto voglia di guardare fuori. Sono tornata e ho chiuso gli scuri, sono rimasta con lo Scozzese che mi fissa dal nuovo foglio di calendario e la foto di febbraio è un suo pessimo primo piano...
    "Ah, per chi ci stiamo facendo belle?" damanda l'Intruso, beffardo come al solito, sporgendosi dalla porta del bagno mentre cerco di arginare una sbavatura di rossetto,
    mi volto, lo guardo e faccio un sorriso da cartone animato
    "Per voi due, naturalmente" dico serafica,
    "Ma se ci lasci a casa da soli!" borbotta il Master
    "Non posso mica portarvi alla rassegna di poesia! Maestro, voi siete asociale e rompiscatole e tu, caro il mio ospite, scusa, non prenderla a male ma non sei esattamente il tipo da portarsi dietro in una situazione del genere".
    In macchina, all'andata, Giuseppe mi ha recensito le poesie e i racconti che gli ho fatto leggere... cavolo, mica lo sapevo io di aver detto tutte quelle cose! E nel frattempo nevicava.
    Piazza Fontanesi, a Reggio, è ancora uno dei miei posti preferiti, anche sotto quel nevischio gelido, anche sotto a un cielo grigio e cupo. E' il posto dove è nata l'ispirazione per "l'ultima tessera del domino", il posto in cui ho scritto l'ultima lettera d'amore prima di scegliere di non farmi più bella per nessuno...
    Come al solito la rassegna è stata interessante, anche se c'era poca gente e se ogni volta che incontro un poeta vero mi rendo conto che io e la poesia mica andiamo tanto d'accordo. Fuori nevicava e pioveva, qualcuno ha preso la rientranza dell'ingresso per la grotta di Betlemme, ma Claudio e Giuseppe ci credevano davvero, anche davanti a un pubblico così ristretto. Del resto "CittàPOESIA" è una loro creatura! Claudio mi faceva pubblicità e io arrossivo... e vedevo tutti i partecipanti scambiarsi libri e commenti intellettuali... sabato 14 tocca a me, con altri pezzi grossi... sai che ridere!
    "Se non apprezzano i tuoi scritti avremo una buona scusa per ammazzarli tutti!" esclama l'Intruso con una scintilla di entusiasmo negli occhi
    "Li ammazzo io!" interviene il Master
    "Li ammazzate metà per uno, non litigate...".
    Al ritrono poi, foschia, e ancora neve mista a pioggia, Reggio- Correggio in quarantacinque minuti. E il Campovolo sembrava una distesa sconfinata di zucchero filato, giusto per compensare l'acidità...
    "Lucià, sei acida! E' innegabile" (questo non l'ha detto nè il Master, nè l'Intruso, l'ha detto il mio migliore amico).
    Buona settimana nuova Blog