Luciana's profileI sotterranei dell'OperàPhotosBlogListsMore Tools Help

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    February 26

    Fuori come la Roma in trasferta

    Scusate il titolo, ma mercoledì si gioca Roma-Inter a San Siro e l'ultimo ricordo che ho di una partita Roma-Inter è una cosa abbastanza dolorosa... tenete pronti gli antidepressivi, non si sa mai!
    Ma non è della mia passione Giallo-Rossa che volevo parlare...
    Ultimamente sono "fuori", fuori di testa intendo. Cioè, più del solito.
    Tra esattamente 6 giorni finisce la vacanza e ne avrò fino alla fine di luglio, e in questi giorni avrei dovuto fare una cosa costruttiva come ad esempio finire LTDD che è tornato a languire in un angolo del mio pen drive in attesa che l'ispirazione torni a fare il suo lavoro. Ma sarà che l'ispirazione è una roba "metereopatica" e qui è tornato il brutto tempo... fatto sta che di ispirazione ne ho pure troppa ma non riesco a incanalarla nel verso giusto... non dovrei mettere così tanta carne al fuoco, cominciare cose prima di finirne altre (specie se "l'altra cosa" che andrebbe finita è molto più importante e "seria" di tutto il resto... e pensare ce basterebbe un pomeriggio, ma ci vuole il pomeriggio giusto!). Ma alla fine ho messo mano a una cosa a cui pensavo da tempo, una di quelle cose talmente incomprensibili e talmente mie che non mi devo nemmeno preoccupare di come venga su, di quelle da scrivere di sera, di getto su fogli sparsi, con la mente sgombra mentre si è a letto, prima di dormire, senza pensare a niente,una cosa di quelle che non si farebbero mai leggere interamente, ed è quasi un controsenso scrivere per non far leggere, è strano scrivere con questa prospettiva... ma vabbè, nel frattempo, tra uno sclero e l'altro ho scritto una sottospecie di poesiola, era tanto che non ne scrivevo.
     
    L'UNICA STRADA
    ... Perchè ci sono sogni che quando li vivi
    meglio sarebbe piegarli
    e conservarli nelle tasche dei jeans,
    stenderli alle corde della chitarra
    come ombre ad asciugare,
    l'orologio va e porta ore un pò più avanti
    di dove è il tuo tempo,
    la penna va sul foglio
    ma porta via troppo
    e troppo poco lascia,
    il cuore fa i suoi giri
    e poi torna
    se non ha occhi in cui perdersi.
    E io vado avanti a caffè d'orzo
    e surrogati di fantasia da zuccherare,
    e tengo sotto al cuscino
    pagine pulite e speciali
    come il vestito buono della domenica,
    gusto esclusivo e un pò acre
    di segreti sottocosto
    come le sigarette nel bano della scuola.
    E continuo in parallelo
    con la linea dei miei ORIZZONTI DI NEVE,
    a camminare per l'unica strada
    su cui possa lasciare orme.
    February 25

    L'anno il '73, il disco: PARSIFAL

    Sono in vena di "recensioni"... mah... sto scrivendo un intervento al giorno (non so nemmeno se qualcuno legge, ma non importa) comunque...
    Era il 1973... erano 14 anni prima che io nascessi. Era l'anno in cui esordiva Renato Zero, l'anno in cui Fabrizo De Andrè pubblicava il graffiante, arrabbiato, impegnato, bellissimo lp "storia di un impiegato", l'anno della consacrazione per quello che oggi definiscono "il più lungevo complesso italiano"...
    Parsifal, il primo disco dei Pooh nella attuale formazione, Dodi, Roby, Stefano e Red, l'allora "ultimo acquisto" del complesso.
    Parsifal, uno dei più bei dischi della musica italiana.
    Parsifal, tiemp' bell e na vota, di quando i Pooh facevano rock all'inglese, ed erano tutta un'altra cosa.
    Parsifal, lo ascolto a ripetizione oggi. E lo stupore è sempre lo stesso.
    E ripenso aquella sera di quasi 2 anni fa, l'arena di Verona stracolma e Dodi sul bordo del palco proprio davanti a me, che con la sua fender mi ricordava che grande cosa è la bella musica. Dicono che sia uno dei più veloci chitarristi al mondo, bhe si sente! La fluidità del suono di una chitarra suonata da lui è rara da sentire (cosa credete me ne faccia dei Pooh se non seguire Dodi? Cosa credete ci vada a fare ai loro concerti se non per vederlo suonare? Con tutto il rispetto per gli altri tre... ma... vabbè..). E l'assolo di Parsifal è una musica difficile da ritrovare nel panorama artistico di oggi... E il cantato di  Dodi in "Infiniti noi" è da pelle d'oca, cioè tutta quella canzone è da pelle d'oca... trovatemelo un uomo che dice alla propria donna che HA L'ORGOGLIO DI DORMIRLE ACCANTO.
    Trovatemela un pò di buona musica oggi, perchè a me sembra che ne siamo scarsi...
    E visto che siamo in tema... la canzone del giorno... DIALOGHI, per la precisione l'ottavo brano dell'album, che sembra molto azzeccata per raccontare come mi sento in questi giorni.
     
     
    Dialoghi
    (testo: Valerio Negrini; musica: Roby Facchinetti, Dodi Battaglia)
    Prepotente la sveglia risolve tutti i sogni
    quinto giorno d'estate accettato come gli altri
    esco dalla semioscura stanza
    apro solo una finestra
    entro nei vestiti e torno sui miei passi per un bacio a chi
    dorme ancora.
    Cara piccola ragazza che mai ti svegli presto
    alla mia colazione per strada penserò
    io t'ho scelta per amore un giorno
    ti dissi "Siamo un altro mondo
    quindi non ti chiedo niente mi va bene ciò che fai
    e non fai".
    Un istante e affondo dentro la città
    i miei passi ormai sanno dove si va
    vado a rendermi utile a chi nemmeno so chi è.
    Dentro grandi stanze illuminate io
    fino a questa sera mi rinchiuderò
    ma la mente segnala un pensiero certo insolito.
    Mi hanno detto che in questa città invisibilmente
    meridiano o qualcosa, ma passa proprio qui
    se d'un tratto mi ci sento sopra
    a un filo che fa il giro del mondo
    e questo rade i miei pensieri e nasce limpida un'idea
    dentro me.
    Quanto tempo ho perso fino adesso io
    mi son fatto dunque attraversare anch'io
    dalle nuove stagioni in silenzio senza vivere.
    Ha chinato il capo la mia fantasia
    disperdendo l'ansia che sarebbe mia
    di raccogliere dialoghi d'aria e farne poesia.
    E semplicemente stando al posto mio
    ho dimenticato che respiro anch'io

    e scoprirlo un mattino d'estate può pesare un po'.
    February 24

    "There was a barber and his wife...": SWEENEY TODD!!!

    Allora, riprendiamo in mano la situazione, torniamo seri e lucidi e ricominciamo...
    22 febbraio, ore 22:40, bottiglia di tè freddo alla pesca in una mano, biglietto del cinema nell'altra, sala 3 della multisala (multisala?) di Correggio. Il film naturalmente SWEENEY TODD.
    Ero partita positiva... quando ho saputo che le canzoni non erano doppiate poi sono stata contentissima... è un film porca trottola, mica un cartone della Disney! Anzi, Sweeney Todd è un musical prima di tutto e le canzoni vanno lasciate così come sono!
    Già dai titoli di apertura si poteva indovinare che il film era di Burton... poi è saltato fuori il marinaietto e ha cominciato a cantare... e dopo qualche secondo ZAC! E' spuntato il profilo di Johnny Depp dall'angolo dello schermo... e che il film era di Burton si capiva anche da come era truccato... trovatemi un film del mitico Tim dove Depp non sia pallido e con i capelli strani!
    La prima cosa che mi è venuta in mente quando sono uscita dalla sala è "urge comprare cd colonna sonora"... sapevo che Johnny Depp avesse ottime attitudini musicali ma, ragas, quella bellissima voce da dove gli uscita (calda, quasi troppo per il personaggio freddo e spietato che interpreta in questo film)?
    (e sempre a proposito di interpretazione... per me ogni film è la conferma che lui è il miglior attore che si sia mai visto!)
    Anche Helena Bonham Carter canta benissimo e mai personaggio fu più azzeccato (di sicuro miss Lovett le sta meglio addosso di quanto non le stia Bellatrix Lastrenge di Harry Potter)...
    Ok forse seguire 3\4 di un film dalle scenografie così spettacolari coi sottotitoli non è proprio il massimo, ma ne vale la pena!
    Notare Alan Rickman, che altro non poteva fare che il cattivo perverso e pedofilo... con quel naso solo il cattivo può fare (scherzo, naturalmente... ma il suo personaggio in questo film era particolarmente odioso).
    La storia è un pò stile "conte di Montecristo", un uomo, un barbiere, che viene ingiustamente incarcerato per opera di un giudice che vuole rubargli la donna, poi l'uomo torna dopo quindici anni con un nome nuovo e fa fuori il giudice (che nel frattempo ha adottato sua figlia e ha per lei un'insana e perversa passione) e tutti quelli che gli stanno sulle scatole, e lascia i loro corpi alla mercee della sua complice che per farli sparire li trasforma in pasticci di carne.
    Potrebbe risultare esagerato, ma è una storia di vendetta, la vendetta peggiore, quella che acceca, che fa perdere il senno, che distrugge il bene. E' una storia di "rivolta" e di "rivalsa", una storia di "protesta"... è per questo che Todd decide di uccidere tutti quelli che si presentano alla sua bottega, senza distinzioni, ai suoi occhi sono tutti colpevoli della loro stessa sottomissione alle regole del mondo che lui odia, di quel loro non muovere un dito davanti all'ingiustizia, del loro aver girato il viso dall'altra parte mentre lui veniva incolpato di colpe che non aveva commesso, del loro accetare passivi il male al punto da contaminarsi l'un l'altro... uomini che mangiano uomini, per questo meritano di diventare cibo nel forno di Miss Lovett!
    Bellissima la scena in cui si vede Todd che taglia gole a destra e a manca pensando alla figlia che così preso dalla sua voglia di vendetta quasi non gli interessa più rivedere, mentre il marinaretto (quello dell'inizio del film) che senza sapere niente della faccenda si è innamorato della ragazza gira per Londra in cerca di lei: la pazzia torbida del barbiere in contrasto con l'amore sano e puro del ragazzo.
    E bellissima, agghiacciante, magnetica la scena in cui Miss Lovett mostra a Todd i rasoi che ha conservato e cantano insieme la canzone "my friend", lui che le confessa quali sono i suoi violenti piani mentre lei gli sta dicendo che lo ama e lo ha sempre amato...
    E poi, siccome è un film di Burton, non poteva mancare una nota di umorismo grottesco e colorito, nella scena in cui Miss Lovett parla e immagina del suo futuro accanto a Sweeny che invece non guarda altro che al suo presente sanginolento e che è troppo attaccato al passato per pensare di ricostruire.
    Il finale è un finale arrabbiato, come il resto del film, un finale nero come il fumo che esce dal forno di Miss Lovett che cuoce i suoi pasticci di carne umana.
    ASSOLUTAMENTE DA GUARDARE!!!
    February 23

    ultimo fan-atico delirio (e poi la smetto, promesso)

    Abituandomi a quel sorriso in esclusiva...
    Che pure se è di circostanza, sempre sorriso è!
    MANIA... certo che è una mania, cosa credevate?!...
    Ma mi si riempie il cuore, pienezza effimera direbbe qualcuno, e non a torto... ma è roba mia, solo mia...
    Ma non potete capire... e chi se ne frega?...
    Roba mia, solo mia...
    E per fortuna che è mia, e per fortuna che c'è...
    Non potete capire, eh lo so,
    ma lasciatemi questo ultimo (ma non ultimo) ritaglio di infanzia.
    February 21

    Fermate il mondo... HO PARLATO CON LIGA

    Correggio, ore 14:00- raggiungo Stefania all'imbocco dei portici, ci avviamo tranquille per via Asioli... una figura dalla camminata conosciuta esce da un palazzo che molti fan di Ligabue conoscono... è LUI. Io e Stefania ci teniamo troppo a non apparire fan scatenate e quindi non ci mettiamo a rincorrerlo o a chiamarlo, e poi chi mi conosce sa quanto detesti fare la "caccia al fagiano" con LUI... non è un fagiano e non è nemmeno un'attrazione turustica.
    Lo vediamo girare a sinistra e attraversare, non c'è bisogno nemmeno di dire l'una all'altra dove è che sta andando, lo sappiamo: alla sede di Ligachannel. Ci sediamo su un muretto, vediamo arrivare tutto il suo staf. Ci mettiamo a parlare con loro, Pietro, Jarno, Luca Guerra... entrano tutti dentro... dopo un pò Pietro (la sua gentilezza è leggenda tra i fan di Luciano) esce ci guarda e fa "Ragazze, ma posso fare qualcosa per voi?", gli rispondiamo che volevamo soltanto salutare Luciano, lui ci dice che c'è una riunione di lavoro e che non sa per quanto potrà averne, comunque noi aspettiamo...
    Abbiamo aspettato 2 ore... in queste due ore sono usciti tutti i tipi dello staff a fumare e porca trottola, per chi non lo sapesse Luciano NON FUMA!!!
    Poi è arrivato Marco, suo fratello, Stefania gli ha chieso dove trovare il vino che i "fratelli Ligabue" hanno prodotto... Marco ci ha detto che lo vendono in un locale di Correggio che si chiama Pachitos (bho?...), poi si è scusato che doveva andare perchè era in stra-ritardo (in effetti gli altri erano dentro già da un'ora e mezza)...
    Dopo le due ore è uscito Maioli, il manager di Luciano, si è voltato verso l'interno e ha detto "ah, Luciano, ci sono due ragazze che volevano salutarti" e dall'interno è arrivata QUELLA voce, la sua voce "Si, certo...".
    Non voglio fare la ragazzina fanatica... ma le emozioni sono emozioni punto e basta... avete presente l'effetto del sole appena si aprono le tapparelle al mattino? Ecco, quello è più o meno l'effetto che mi ha fatto la comparsa di Luciano che usciva dalla porta e veniva davanti a noi. Ha sorriso con gentilezza... e come al solito per me era troppo bello... Lo abbiamo salutato, ci ha stretto la mano, ci ha baciato le guance... ho sorriso, tranquilla, non avevo voglia nè intenzione di fare la fan indemoniata... del resto non lo sono... abbiamo parlato un pò dei concerti, niente di particolare, poi Stefania gli ha chiesto del vino e del locale dove Marco aveva detto che si poteva trovare, lui ha detto "Non lo so cosa ha combinato Marco, in reltà era una cosa solo per gli amici... comunque potete provare a chiedere a quel locale", e noi "Si, ok... e dove sarebbe?", lui ha iniziato a spiegare, Stefania non capiva allora (sempre con una calma che non credevo di avere) io mi sono fatta avanti e gli ho detto "parla con me che sono residente" (dite che è scema come cosa da dire?... vabbè), allora lui si è messo a dare indicazioni stradali... e alla fine ci siamo capiti (ci siamo andate al locale in effetti... ma era chiuso).
    Appena siamo andate via è sparita tutta la calma... e piano piano ho realizzato quello che è successo... e.... e.... e... vabbè inutile, scriverei solo sconnesse frasi fanatiche... GRAZIE LUCIANO!!!
    February 20

    ...quel vizio che non voglio smettere, smettere mai...

    Non è detto che la passione coincida col talento.
    Ma non è detto che se manca il talento non si possa giocare a far finta di averlo, senza pretese...
    Spesso mi trovo a pensare che ognuno ha la sua croce, io ho l'immaginazione. Immagino con la stessa urgenza con cui respiro, con la stessa autonomia con cui funziona il battito cardiaco. Immagino sempre e in continuazione... sono una sognatrice iperattiva, ed è meno romantico di quanto sembra, ma ad ognuno il suo...
    E comunque meglio questo che niente...
    E' per questo che scrivo... non perchè penso di essere brava a farlo, ma perchè ne ho bisogno, come un salasso, buttare fuori per non tenerselo dentro, altrimenti si implode. E se non scrivo sono di cattivo umore, e se sono di cattivo umore l'immaginazione funziona male, e se l'immaginazione funziona male... è un circolo vizioso.
    Non è detto che la passione coincida col talento... e spesso più che passione è un vizio... anzi... il talento è sempre un dono, la passione è sempre un vizio...
    Mi domando come si fa a sapere se si è bravi. E' una domanda infantile, lo so, non si può stare a mettersi in mostra e aspettare che qualcuno ci dia un bel voto o ci ficchi in testa il cappello con le orecchie da asino (e poi, perchè mi si dovrebbe dare attenzione?). Anche il confronto a volte suona un pò retorico...
    Non è detto che la passione coincida col talento... e in alcuni casi la passione è solo una scusa... o è quello che ci resta per dare un senso a tutta la faccenda.
    Ho troppe idee, e devo vedere che fine devo far fare loro. Persino tra i pensieri ci sono priorità da stabilire. E' per questo che poi alla fine tra la catasta di fogli ammassati in giro la maggior parte sono solo stralci di sogni inconcludenti, è per questo che manco di concentrazione. Ma non sono una tipa ordinata, non lo sono mai stata...
    Non è detto che la passione coincida col talento, ma sia la passione che il talento non tengono conto dell'oroglio.
    E' per questo che mi piace la notte, perchè quando il telefono smette di squillare, quando la casa dorme, quando c'è silenzio... posso restare da sola con le mie idee senza preoccuparmi delle interferenze. Dopo la buonanotte non ci sono mai imprevisti.
    E pensavo che un paio di orette in questi giorni di vacanza le posso dedicare a sistemare tra i miei fogli. Chissà se riordinando i fogli non si riordino automaticamente anche le idee...
    E come scirre Rentone in illo tempore "il giusto richiamo è una canzone, perchè noi FIGLI DEL SOGNO ve la sappiamo cantare"
    Niente frase del giorno oggi... perchè ho in testa la frase di una mia poesia di un pò di tempo fa:
    "  ... non mi piace strappare,
    semplicemente cambio foglio:
    il bianco è invitante e sereno,
    il bianco non conosce e non giudica
    e non ha memoria,
    il bianco ha una sua omertà gratuita che ogni tanto fa bene..."

    buona giornata Blog,
    sempre fuori tempo massimo Luciana.
    February 14

    ... E RITORNA IL SERENO...

    Ore 10:30.
    La voce di zio Facchy riempie la stanza, "è la pioggia che va e ritorna il sereno".
    Fuori c'è il sole, la pioggia e la foschia delle settimane scorse sono un ricordo lontano. Dentro il sereno è una cosa che fa fatica a tornare, dentro non sono mai stata la persona solare che sembro essere da fuori. Ma almeno il "mio cielo" è sgombro da nuvole, c'è spazio, c'è aria... c'è tempo.
    Tempo per scrivere.
    Tempo per leggere.
    Tempo per immaginare.
    Tempo di riconciliarmi con il mondo.
    Tempo di uscire di casa e potermi permettere una passeggiata senza dover stare attenta all'orario.
    Tempo di giocare con la mia chitarra (persino tempo di cambiarle le corde.... e sarebbe ora!) senza poi guardare all'orologio e pensare "prima il dovere e poi il piacere".
    Il tutto questo per dirvi che da oggi, fino al 3 di marzo SONO IN VACANZA!
    Domani si parte, ho la valigia già fatta da una settimana, con i miei quaderni, la mia moleskine (e dove andrei senza di lei?!), i ray-ban che è decisamente venuto tempo di usare, i vestiti un pò più leggeri... e penso che è strano quanto il TEMPO faccia cambiare le prospettive delle persone... fino a qualche mese fa mi definivo una "napoletana esiliata", ora parlo del week-end a Napoli come "tre giorni di esilio"... ma va bene anche così. La nostalgia è come una mattonella del pavimento che si solleva quando meno te lo aspetti e ti fa inciampare...
    E mi torna alla mente una poesia che ho scritto un pò di tempo fa (probabilmente già l'ho messa su questo blog, ma non fa niente)... e tornano alla mente sempre troppe cose. Quello che ho, quello che mi manca, quello che avrebbe dovuto esserci e non c'è, quello che non ricordo dove l'ho lasciato...
    Ma comunque sia, non piove più ed è un ottimo punto di partenza!
     
    TEMPO AL TEMPO
    Quanta vita ci vuole a cambiare vita?
    Me lo chiedono i miei occhi mentre affondano nel sole
    e le mie mani che vanno giù nelle tasche,
    quanto tempo serve al tempo per spostare le nuvole,
    per riportare calore?
    Guardo indietro e guardo oltre noi
    e le nostre ombre di certezze giovani,
    quando addobbavamo di saggezza la furia da adolescenti,
    la memoria che ricorda il tuo numero
    e l’orgoglio che cancella la tua voce.
    Non lo so,
    ma la matematica del tempo è un’opinione
    e il futuro perde sogni come alberi in autunno.
    e chissà quanto ci ha reso sante questo farci male,
    ma non sono Dio:
    a te restano meno di trenta denari
    e il mio cuore ha una guancia sola!
    E oggi che è più facile andare avanti che guardare una fotografia
    ho imparato come fa l’affetto a mascherarsi da rabbia
    nel carnevale di questi rancori che asciugano tra le vigne,
    e oggi che non sono più tanto diversa
    e ho ancora sorrisi di troppo e deficit di lacrime,
    do tempo al tempo e alle sue opinioni
    ma mentre mi preparo a sogni migliori
    posso dirti che ho dimenticato te
    e non ho scordato noi.
    February 11

    un posto sulla strada

    Strano che io faccia questi pensieri in un momento in cui mi manca così tanto la mia città, in cui la prospettiva che tra qualche giorno a quest'ora sarò a Napoli mi scombussola tutta la situazione emotiva... in cui ancora una volta si conferma l'idea che CASA MIA non sarà mai questo posto, che questo posto non sarà mai il MIO posto... però vabbè, alla fine "io a 'sto posto qui ci voglio bene"...
    ... Francesco lo dice sempre che sono una persona complessa....
    Martedì ho preso la corriera presto, era ancora buio quando sono uscita di casa e piovigginava, nei cento metri da casa mia alla fermata dell'autobus ho beccato tutte le pozzanghere, non me ne sono risparmiata una! Poi la corriera, venticinque minuti tra gente sonnecchiante con il mio mp3 nelle orecchie. Le canzoni rimandano sempre a cose più profonde di quanto l'ascolto distratto faccia supporre, scacciano pensieri e ne fanno tornare altri. Le canzoni ieri mattina scacciavano via la tensione per l'esame e riportavano alla mente i momenti in cui le ascoltavo in una vita che sembra sempre di più un'altra vita e che comunque ricordo come fosse ieri, me ne accorgo nel modo di parlare che cambia, nel modo girare per strada, nel modo di guardare un  paesaggio che è diverso da quello che ho avuto sotto gli occhi per 19 anni. Prima dalle finestre di casa vedevo il Vesuvio da un lato e il Matese dall'altro, ora solo i tetti spioventi del centro storico, il campanile di una chiesa di cui non ho imparato il nome, e il prato sotto casa con un albero di ciliegio che mi tiene informata su come vanno le stagioni e sulla tangenziale solo campagna, piatta come un fazzoletto appena stirato.
    Piovigginava i giorni scorsi, "schizzichiava", come si dice a Napoli. La prima volta che venni qui da sola è stato il novembre di due anni fa, in treno, quando scesi trovai una nebbia di pazzi, io che la nebbia non l'avevo mai vista, poi dovevo arrivare dalla stazione all'autostazione delle corriere, e da lì prendere quella per Correggio. Riuscì a trovare l'autobus che mi portava in Piazza Vittoria quasi per miracolo, il teatro Valli che ora mi sembra così familiare e bello era solo una massa scura nella nebbia e il Parco del Popolo che vedo tutti i giorni dalle finestre dell'università era spettrale con le ombre degli alberi che uscivano come dal nulla e con le luci dei lampioni che restavano sospese senza riuscire a penetrare la foschia. Mio padre mi disse "Quando vedi l'insegna della Coop prenota la fermata", l'insegna non si vedeva, oltre la nebbia, i vetri della corriera erano appannati. Andai a casaccio e fui fortunata, c'era mia madre che mi aspettava in via Circondiaria e uno dei tetti che avrei visto, se non fosse stato per il nebbione, era la mia nuova casa. Mi sembrava un miracolo che non mi fossi persa. Quella volta fu anche la prima volta che vidi l'appartamento dove ora abitiamo, più bello di quello che avevamo a Napoli, in quel tipo di quartiere che mia madre aveva sempre sognato, ma a me sembrava solo un deposito, con tutti gli scatoloni al posto dei mobili, gli igienici del bagno "buono" ancora imballati e fili a penzoloni ovunque e nessuna tenda. La casa odorava di cartone e di nuovo, la costruzione l'avevano completata poche settimane prima che si firmasse il contratto d'affitto. Quell'anno a natale nevicò, nemmeno la neve avevo mai visto...
    Ma è il primo sguardo quello che non si scorda mai. Giugno di due anni fa, Francesco ci venne a prendere alla stazione, sbagliò strada e arrivammo qui da via Saltini, riconobbi i portici che avevo visto in "Radiofreccia", rimasi delusa, mi aspettavo di più, mi aspettavo qualcosa di diverso.
    E ora che non distinguo l'affetto dall'abitudine nella tenerezza del mio modo di guardare la campagna piatta senza montagne all'orizzonte, che ho una precisa idea di quello che significa "seguir con gli occhi un aiorne sopra il fiume e poi ritrovarsi a volare", che tutto è diventato familiare senza smettere di essere bello, che tutto mi sembra in ordine dove dovrebbe essere... penso che in fin dei conti mi è andata bene! 
     
    Frase del giorno:
    " per sognare un momento
    presso un fiume o in una stanza
    un posto sulla strada stiam cercando"
    (Pooh- un posto sulla strada)
    February 08

    "Sono miserie che si commentano da sole... comprendi?"

    Mi ritengo una persona fortunata, nel senso che da bambina ho avuto dei problemi gravi di salute e ne sono saltata fuori quando i medici erano pessimisti... non voglio fare ironia su questa faccenda, è solo per farvi capire perchè penso che "lassù qualcuno mi ama"...
    Ma su una cosa è meglio scherzare... per la serie "si ride per non piangere"... ormai pure a te Blog ti ho fatto una testa così riguardo alla mia grande passione per Ligabue, e alla luce di questo appio ancora più fortunata... a quante persone capita per ironia della sorte di andare a vivere nello stesso piccolo paese del proprio mito? Bene... e tu sai, Blog, quanto io poco ho approfittato di codesta fortuna, nel senso che l'ho avuto a portata di mano tante volte e la mano invece di tenderla per dire "piacere, mi chiamo come te, solo che per ovvie ragioni anatomiche il mio nome finisce con la A" (immagina la scena Blog) l'ho sempre tenuta in tasca. POI una serie di eventi mi hanno convinta a dare una smossa al mio carattere timido e a farmi promettere che alla prima occasione avrei teso la suddetta mano (magari la storia del nome e della lettera A gliela risparmio però...). Ma come tutte le cose, sia quelle importanti sia quelle frivole (come può essere frivola e stupida, e di fatto lo è, siffatta faccenda) quando decidiamo di prenderle quelle spariscono dalla nostra portata, è un classico! E io non voglio lagnarmi di questo... però oggi il mio angelo custode deve essersi distratto... e vabbè, è il fine settimana anche per lui, però... dico io... una giornata è fatta di 1440 minuti e io ho beccato quello sbagliato... OGGI, alle 12:10 ero in Corso Mazzini, ad altezza del fioraio... vedo una figura familiare tra le colonne dei portici... è lui, Luciano, senza compagna e bambini al seguito, quindi non corro il rischio di disturbare, è la mia occasione, sta camminando con accanto suo fratello, viene nella mia direzione, non devo nemmeno corrergli dietro, nemmeno attraversare la strada, bello come solo lui può essere ai miei occhi, senza nemmeno gli occhiali da sole (al contrario di me e meno male che ce li avevo sennò se coglievano lo sguardo chiamavano la neuro), arrivo a un metro di distanza e nella mia testa metto insieme una frase di senso compiuto da dirgli... a 95 centimetri di distanza REALIZZO CHE STA PARLANDO AL CELLULARE!!!
    Avrei potuto fermare Marco e parlare con lui mentre Luciano finiva la sua telefonata, ma sarebbe stato stupido e non volevo fermarmi davanti a lui mentre stava a telefono, mi sarei sentita un pò invadente... e poi, con tutta la simpatia per Marco, ma non avrei avuto niente da dirgli...
    Avrei potuto fermarmi davanti a una vetrina e poi andargli dietro e aspettare il momento opportuno, ma io non sono un cacciatore e lui non è un faggiano...
    Avrei potuto... Bha...
    e nella mia testa ora risuona la voce ironica del mio angelo custode assenteista che mi mormora: RITENTA SARAI PIU' FORTUNATA! 
     
    Frase del giorno:
    "Sono miserie che si commentano da sole"
    (Jack Sparrow- Pirati dei Caraibi, ai confini del mondo)
    February 06

    MEDETAZIONI...

    E... se...
     
     
    io....
     
    ...dal 15 al 18 febbraio...
     
    ...tornassi.... a...
     
     
     
     
    Napoli?...
     
     
    PensierosoPensierosoPensierosoPensierosoPensierosoPensierosoPensierosoPensierosoPensierosoPensierosoPensierosoPensierosoPensierosoPensieroso
    February 02

    E ALOOOOOORA...

    (ihihi mi sono resa conto di quanto sia lungo questo intervento e ho il sospetto che non lo leggerà nessuno)
    Rubo l'esclamazione ad EGLI (come lo chiama Nenna) per l'intervento di oggi perchè sono troppo stanca per pensare a un titolo... e alooora facciamo un pò il punto della situazione... ho lavato i capelli e li ho asciugati a spaghettino, dovreste vedermi, sembro Antonio Banderas nel film "intervista col vampiro" il che suggerisce l'idea che DEVO ANDARE DAL PARRUCCHIERE e io odio andare dal parrucchiere, mancano 11 giorni alla fine del Calvario: il 13 di questo mese c'è l'ultimo esame del semestre e io sto contanto persino i minuti che sembrano passare col contagocce. Domanda numero uno: perchè più uno studia e tiene a un esame e più il risultato è al di sotto delle aspettative? Trovatemi qualcuno che mi risponda o cercatemi uno psichiatra! E a proposito di esami, alla fine ho scelto di fare l'esame di linguistica scritto invece che orale (fatemi i complimenti prego, 21 anni e manco un colloquio orale riesco a sostenere! a mia discolpa posso dire che il mio status emotivo non è "solido" come dovrebbe essere, ergo non riuscirei a sostenere nemmeno una telefonata alla segreteria dell'università).
    Dopo due anni dal trasloco oggi abbiamo completato l'arredamento di casa... non che in questi due anni abbiamo vissuto accampati, ma ci mancavano i portaasciugamano nei bagni... e oggi i miei sono tornati dall'Ikea di Bologna con delle piantane di acciaio come se fossero trofei.
    In questi giorni, complice un film di cui magari parlerò in un altro frangente, ho scoperto Beethoven, non tanto le sinfonie ma le sonate per piano, conciliano l'immaginazione e i bei pensieri... ok, qualcuno mi dirà che dai Pooh a Beethoven il passo è breve, l'epoca è quella più o meno... e a proposito dei cari quattro vecchi spocchiosi, ieri è uscito il nuovo cd, un album di cover di brani degli anni 60... "beat reGeneration" così l'hanno chiamato... che senso dell'umorismo truce!
    Domanda numero due: perchè quando uno ha voglia e ispirazione in abbondanza NON HA tempo per scrivere? Eh già, con L'ULTIMA TESSERA DEL DOMINO a un passo dalla conclusione e il mio racconto sui vampiri partito (ho iniziato a buttare giù la trama generale che finalmente mi sembra decente, la scaletta dei capitoli e anche qualche scenetta) alla grande sembra che il tempo trascorra ancora peggio di quanto deve... naturalmente finchè non passano questi 11 giorni la mia fantasia non va da nessuna parte, meno che mai sui fogli del mio quaderno o sulle pagine del word!
    Ma se la scrittura non può essermi di conforto in questo periodo che, come già detto più volte, non è il massimo... arriva l'idea del MANTOVA COMICS AND GAMES, il primo di marzo, con Luciano che presenta il fumetto tratto dal suo romanzo (avevo accennato la cosa nel precedente intervento), e io non mi lascio sfuggire l'occasione di andarci... niente sarà mai come la conferenza a Reggio di quella sera di ottobre (vero, Giuls????) e la presentazione del fumetto NON è un concerto ma è pur sempre un'occasione di vederlo (visto che ho avuto così poco tempo per uscire che non so nemmeno se abita ancora qui o se si è trasferito in Alaska), è pur sempre una cosa che mi tira su di morale, insieme al biglietto di prima fila per il concerto dei vecchi...
    Il tempo seguita ad essere grigio, su Correggio c'è un cielo plumbeo color pelliccia-di-cavia-da-laboratorio che non concilia certo i sorrisi, a Reggio mi giunge voce che c'è stata anche un pò di nebbia oggi... e più sento parlare di Napoli al tg e più mi manca e più forte ritorna il senso di perdita, anche se tanti pensano che ad andare via da Napoli non mi sia persa niente (soprattutto in un momento come questo)...
    Ma si TIENE BOTTA, e si continua a fare quel che si può...
     
    frase del giorno:
    "vedi in fondo siamo sempre qui,
    e non è obbligatorio essere eroi..."
    (Ligabue- Marlon Brando è sempre lui)