Luciana's profileI sotterranei dell'OperàPhotosBlogListsMore Tools Help

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    November 24

    I cieli sopra Correggio 2

    A volte mi rendo conto di essere parte di questo posto più di quanto voglia ammettere. Avevo indovinato che il cielo di questi giorni prometteva neve. Prima quando ho aperto la finestra mi è arrivata una folata di odore di inverno, anche se la neve di stanotte e stamattina si sta già sciogliendo e non ne viene giù altra. Peccatio, io adoro veder nevicare.
    L'odore di inverno, avete presente? Quello che ti lascia una scia fredda lungo le narici e un velo di rosso sulle guance.
    L'inverno, già... ha l'unico difetto è che fa sera troppo presto. No, il freddo no... il freddo può essere un problema solo per quelle persone che sono troppo vanitose per mettere i maglioni o il cappotto lungo, per quelli come me il freddo non è un problema, anzi è un gioco, la ricerca di quel tepore che ti fa rilassare con le dita attorno alla tazza del the caldo mentre osservi il viavai pomeridiano del corso dalla vetrata del bar Mazzini.

    "Maestro cosa dovete fare con quelle corde?" domando perplessa
    lui mi squadra da capo a piedi e scrolla le spalle
    "Ti lego alla sedia, mi sembra ovvio!"
    ridacchio
    "E' un gioco, uno di quelli, Maestro? Non vi facevo così ardito"
    "Prima o poi ti taglierò la lingua, vediamo se dopo sarai ancora così irritabilmente maliziosa"
    "Lo sarei comunque, è il pensiero che conta! Ma perchè mi volete legare alla sedia?"
    lui lancia un 'occhiata al mio libro di psicologia, c'è un dito di polvere sopra
    "Oh, si è tanto che non pulisco la mia camera..." dico
    "Posso ricordarti che tra una settimana hai il primo esame dell'anno?!" conclude lui passandomi la corda attorno alla vita
    "Ok, va bene, messaggio ricevuto!... ma prima che giocate al boy-scout con me, posso togliermi il pigiama e mettere i jeans"
    scuote la testa con aria rassegnata
    "Non ce la potrò mai fare con te!"
    "Lo dice sempre anche mio padre, Maestro"
    "Ah, e permettimi di aggiungere che quella è assolutamente di cattivo gusto, tra l'altro, non si intona nemmeno con le pareti!" dice lui indicando la locandina dei concerti voce e chitarra attaccata alla porta della mia stanza,
    infilo la testa nell'alrmadio alla ricerca dei vestiti
    "Uhm..." annuisco vagamente
    "Pensi di potercela fare a studiare senza pensare a quella faccenda?"
    "Penso di si... voi però me lo date un bacino?"
    "Se non ti sbrighi io ti do tante di quelle legnate in testa..."

    Eeeeffh... buon inizio di settimana!

    November 17

    La sua voce e la sua chitarra, il mio cuore e il mio pensiero

    “Luciana ascolta”
    “No!”
    “Luciana...”
    “Basta...”.

    E ieri sera è arrivato il grande giorno.
    Il teatro, la strada, una foschia leggera che avvolgeva corso Mazzini e che sembrava sparire appena voltato l'angolo di corso Cavour, il fiato che diventava fumo nell'aria pungente. Le facce si confondevano, le voci si accavallavano. Io vestita fin troppo bene per un concerto di Ligabue...
    Ma non era un concerto come gli altri.
    Il sipario si è aperto con quella che sembrava una lentezza sadica.
    Non è stato il più bello, ma sicuramente è stato il più emozionante. Talmente tanto che sono stata male, che dopo il primo tempo, appena si son riaccese le luci in sala sono dovuta correre fuori, con le maniche della camicia sollevate fino al gomito e la linea di matita che colava sotto la palpebra, a lasciarmi investire dal freddo che solo chi abita qui in pianura sa quanto possa essere tagliente.
    Il secondo tempo è cominciato con “il mio pensiero”. Ho sollevato lo sportellino del cellulare e ho tenuto lo sguardo basso sulla foto, ero io in una bolla di buio con quell'immagine davanti e da qualche parte nel buio la voce di Luciano terribilmente viva e carezzevole...
    C'è chi forse lo riceve il mio pensiero e probabilmente gli fa anche piacere... ma nei progetti non doveva essere solo un pensiero. E la mia mente è corsa lontano, sprofondata fuori verso l'inverno, come le lacrime ricacciate dentro dando a me stessa la scusa che “non voglio far sciogliere il trucco”.
    “Certe notti” non è mai stata più bella. Luciano che suonava l'armonica è stato un tiro mancino della fortuna, e il suo sguardo e i suoi sorrisi erano un tiro mancino di Madre Natura alla mia natura di donna.

    “No, non voglio ascoltare”
    “Dai, Luciana, non fare così... è il tuo concerto, quello che aspettavi da una vita”
    “Lasciami stare!”
    “E' solo musica”
    “Se fosse solo musica non starei qui!”

    Poi, bhe... sensazione un po' strana di chi di colpo vede all'orizzonte la possibilità di dare un senso a tutto, mentre ero con i gomiti poggiati al parquet del palco lasciando che la polvere sporcasse le maniche della camicia, e lo sguardo verso Luciano. Lo stesso sguardo che ha incontrato il mio per un secondo, lo stesso sguardo che ogni volta sono destinata a ricambiare per un attimo solo, prima che la timidezza mi faccia abbassare gli occhi.
    E dopo abbiamo aspettato che uscisse... l'ho visto aprire la porta, ma mi sono sfilata via dalla folla un attimo prima che partisse l'urlo e che lui sparisse dietro lo sportello dell'automobile.
    E poi a casa, di corsa e da sola a passi rapidi per via Battisti quasi al buio, osservando la mia ombra sbiadita sotto i lampioni di via Asioli, passare davanti a quella porta e sfiorarne il pomello o prenderlo a pugni, tra un grazie e un vaffanculo. Il freddo grattava contro il nylon delle calze arrossando le nocche delle dita, Correggio era mia soltanto e io non avevo nessuna voglia di prenderla, volevo solo lasciarmela alle spalle, come qualcosa di talmente grande che non si può afferrare.

    Bhe, il concerto è stato perfetto, è stato come doveva essere... ma io ieri sera non ero quella che mi aspettavo.
    E forse nemmeno questo resoconto è quello che ci si aspettava, ma credo che non ce la potrò mai fare a raccontare quella serata in altro modo.
    November 15

    messaggio per il Capo

    Ehi Tu, lassù... dico a Te!
    Si, sono io, salve!
    Ok, lo so che non sono la migliore della figliolata...
    però, ozzac, non fino al punto da meritarmi questo
    quindi, vedi un pò che puoi fare eh,
    stai buonino per favore.
    Grazie per l'attenzione!
     
    November 09

    ... certe notti sei sveglio, o non sarai sveglio mai...

    Quattro giorni fa l'S.U. (Santo Uffizio o Sito Ufficiale, che dir si voglia) ha detto che il 16 novembre a Correggio e il 17 a Reggio il Musico Riccioluto avrebbe tenuto i famigerati concerti novembrini... o meglio, per usare le parole dell'arcangelo multimediale “DUE SPECIALI CONCERTI VOCE E CHITARRA”. I biglietti per accedere al paradisiaco evento si potevano comprare stamane alle 10:00 presso le biglietterie dei due teatri. Il messaggero divino si è premurato di avvisare che i posti sarebbero stati 320 qui a Correggio e 750 a Reggio. Inutile riportare le varie bestemmie e grida di dolore delle anime dannate, sappiate solo che la sottoscritta, anima in pena, aspettava il verificarsi dell'evento da tre (come la Trinità) anni.
    L'anima in pena è arrivata fuori al teatro alle due del pomeriggio di ieri, per trovarsi davanti 40 persone accampate in strada...devo dire che si sono organizzati alla grande, lista di nomi e numerini distribuiti in ordine di arrivo, ogni due ore facevano l'appello, se non eri presente ti cancellavano. Ovviamente mi andava da Dio, calcolando che casa mia dista dal teatro solo qualche minuto! E ad ogni modo ci si sono messi di mezzo i carabinieri a gestire e a controllare. Il bar del Teatro e il centro sociale lì in strada sono rimasti aperti per noi tutta la notte, la protezione civile ha montato i gazebi per la pioggia e i bagni chimici.
    All'una di notte intanto abbiamo saputo che a Reggio c'erano solo poche persone in fila, mentre qui eravamo già 200!!!
    Che poi, detto tra noi, il fatto che io potessi tornare a casa tra un appello e l'altro non è che fosse agevole più di tanto, ma almeno mi sono risparmiata un bel po' di freddo. Alle quattro è arrivata Sara, from Ferrara e ha beccato il numero 98. Alle nove è arrivata Stefania e si accodata a me per farsi prendere il biglietto (scroccona XD ...
    scherzo...), visto a che quell'ora erano già stati dati i primi 160 numerini (considerando che ogni persona aveva diritto all'acquisto massimo di due biglietti, i primi 160 avevano il biglietto  assicurato, tutti gli altri un po' meno)... alle quattro del mattino c'è stato il penultimo appello, io, Sara e Stefania siamo tornate a casa mia... chi sul divano in mutande, chi in cucina a leggere, io nel letto... tutte e tre nel disperato tentativo di prendere sonno... fino alle sette, quando ci sarebbe stato un altro appello. Alle sette, quando siamo tornate a teatro per l'appello era scoppiato il finimondo, nel frattempo era arrivata gente che pretendeva di mettersi in fila davanti a noi, qualcuno che ha detto “io vengo da fuori, mi son fatta chilometri, allora visto che c'è poco posto mandate a casa quelli che sono di Correggio!” (sicuramente signora! Guardi, io stavo aspettando giusto lei!), e qualcun'altro che ha detto “io abito qui di fronte al teatro, non posso rimanere senza biglietto!” (per quale legge fisico-metematica sostieni ciò?!). Comunque, un po' si è litigato, un po' i carabinieri hanno tenuto testa ai ritardatari scontenti... fatto sta che ci siamo dovuti mettere in fila dalle sette fino alle dieci.
    E poi alle dieci finalmente... hanno chiamato secondo l'ordine di arrivo... quelli del teatro sono stati molto efficienti, considerando che l'Asioli ha una sola cassa: hanno puntato lo schermo verso l'ingresso così quando entravi ti vedevi già la piantina con i posti disponibili, li indicavi alla ragazza che te li stampava e nel frattempo pagavi a un ragazzo che era di fianco, poi uscivi da una porta laterale con tanto di carabiniere che controllava che nessuno ti importunasse per fregarti i biglietti! Alle 10:20 io ero in biglietteria, Stefania sull'uscio dietro la transenna... metà platea era ancora libera... fila centrale posti centrali: NOSTRI!!! pagato, uscita, corsa a casa a mettere al sicuro il bottino, poi tornata a far compagnia a Sara. Poi colazione... mentre andavamo verso il bar abbiamo incrociato Pietro e Jarno di Ligachannel, loro erano sul lato opposto della strada, ci hanno salutato e io ho alzato le mani e ho urlato “ce l'abbiamo fatta!!!” (tanto per farvi capire lo stato in cui ero).
    E poi sono tornata a casa e sono caduta in coma fino alle quattro e mezza del pomeriggio (aspettavamo ospiti, altrimenti avrei dormito molto di più).
    Cioè... erano solo 320 biglietti, lì fuori c'erano almeno 300 persone (più tutte quelle che sono arrivate e sono andate via quando hanno visto che non era aria), ci sono decine e decine di migliaia di fan di Luciano in tutta Italia... ma io ho UNO di quei 320 biglietti!!!
     
    PS: la fila che ha fatto la notte per Ligabue, a Correggio e a Reggio è finita sulla Gazzetta di Reggio e sul Resto del Carlino!
    November 06

    Non siamo, non siamo, non siamo...

    QUELLO CHE NON…
    (Francesco Guccini)
     
    La vedi nel cielo quell'alta pressione?
    La senti una strana stagione?
    Ma a notte la nebbia ti dice d'un fiato
    e il dio dell'inverno è arrivato.
    Lo senti un aereo che porta lontano?
    Lo senti quel suono di un piano
    di un Mozart stonato che prova e riprova
    ma il senso del vero non trova?
    Lo senti il perché di cortili bagnati
    di auto a morire nei prati,
    la pallida linea di vecchie ferite,
    di lettere ormai non spedite?
    Lo vedi il rumore di favole spente?
    Lo sai che non siamo più niente?
    Non siamo un aereo né un piano stonato,
    stagione, cortile od un prato?
    Conosci l'odore di strade deserte
    che portano a vecchie scoperte,
    a nafta, telai, ciminiere corrose
    a periferie misteriose,
    a rotaie implacabili per nessun dove,
    a letti, a brandine, ad alcove?
    Lo sai che colore han le nuvole basse,
    e i sedili di un ex terza classe,
    l'angoscia che dà una pianura infinita?
    Hai voglia di me e della vita,
    di un giorno qualunque, di una sponda brulla?
    Lo sai che non siamo più nulla?
    Non siamo una strada né malinconia,
    un treno o una periferia,
    non siamo scoperta né sponda fiorita,
    non siamo né un giorno né vita.
    Non siamo la polvere di un angolo tetro
    né un sasso tirato in un vetro
    Lo schiocco del sole in un campo di grano,
    non siamo, non siamo, non siamo?
    Si fa a strisce il cielo e quell'alta pressione
    è un film di seconda visione,
    è l'urlo di sempre che dice pian piano:
    non siamo, non siamo, non siamo.
     
     
    E non aggiungo altro, perchè questa canzone dice proprio tutto di me adesso...