Luciana's profileI sotterranei dell'OperàPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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January 29 L'Intruso (parte seconda) "Tu dormi sul divano" conclude il Master l'intruso solleva le sopracciglia con aria strafottente "E chi lo dice?" domanda "Lo dico io, perchè qui sono arrivato prima di te!". Capiamoci, ho questi due che stanno litigando per decidere chi deve dormire con me, niente di affettuoso o "attrattivo", sia chiaro, è una questione di status: il letto è per la persona d'onore il divano per l'ospite di bassa categoria, almeno credo che così stiano ragionando quei due (ammesso che ragionare sia la parola giusta). "Luciana!!! Tu che ne dici?" mi domandano in coro. Ok, lo ammetto, fosse per me non avrei dubbi: il Master, forever and ever, ma non vorrei che quei due si scannassero, o che l'Intruso scannasse me... "Facciamo così, sul divano ci dormo io" concludo "Ma chi sei? La presidentessa dell'ONU? Il capo di tutte le organizzazioni pacifiste del mondo?..." esclama l'Intruso, evidentemente deluso perchè ho tolto il pretesto per litigare "Io non lascerò che una signora dorma sul divano!" obietta il Master (e quando mai è stato così galante nei miei confronti...) "Ecco, bravo, allora perchè non ci vai a dormire tu e ti levi dai piedi" lo rimbecca quell'altro "Stammi bene a sentire, coso curioso, questa non è casa tua e Luciana è la MIA scrittrice!" "Ragazzo mio, tu hai dei problemi! Ma guardati, non ti fai mai una risata" "Ehm, caro il mio ospite, immagino che lui sia più vecchio di te- farfuglio- ora, non litigate, da bravi, prendo la brandina, la metto affianco al letto e dormiamo tutti insieme" "Si Luciana, ma tu ti metti in mezzo- brontola il Master- tu ti metti in mezzo", l'Intruso mi si avvicina e mi bisbiglia all'orecchio "Uh, è permaloso, altezzoso e schizzinoso il tuo amico..." "Si, non sai quanto! NON SAI QUANTO!!!" Ok, torniamo seri per un attimo, qualcuno già sa queste scenette nonsense da dove saltano fuori. La visione ripetuta di POTO ha finito per nuocere alla mia sanità mentale (diciamo che è stato il colpo di grazia per il mononeurone già abbastanza sfiancato). Ovviamente si scherza, ma il Master rimane il migliore "amico immaginario - voce della mia coscienza - muso ispiratore - personaggio letterario preferito". In quanto all'Intruso, bhe assecondatemi... Per rispondere a Gilda, si, queste cavolate fanno parte di un "progetto più grande". Per fortuna (a beneficio di chi mi crede ancora sana di mente) non è da potersi pubblicare perchè viola un sacco di copyright dal momento che tutte i personaggi citati non sono roba mia. Al prossimo sclero "EHI VOI DUE! IO DEVO ANDARE A SBRIGARE DELLE COMMISSIONI A REGGIO, SIA CHIARO: QUANDO TORNO NON VOGLIO TROVARE CADAVERI, SEGNI DI INCENDIO, SCHIZZI DI SANGUE E NIENT'ALTRO, E SOPRATTUTTO NON VOGLIO VENIRE A SAPERE CHE AVETE LITIGATO!!!" January 27 "Ed io tra di voi" Apro il quaderno degli appunti e picchietto con il tappo della biro sul labbro. Fuori lo scenario è da film horror... o forse da film in bianco e nero visti i colori che sta assumendo il giardino. Poso la punta della penna sul foglio e... "Ehm ehm..." il Maestro accanto a me tossicchia come per schiarirsi la voce "Luciana... ehm..." "Si?..." rispondo distratta senza alzare gli occhi dal foglio, lui mi stringe l'avambraccio e mi scuote leggermente "Dovresti, forse... è il caso che tu dia un'occhiata". In un anno non l'ho mai sentito parlare con questo tono così incerto, sembra quasi spaventato. Mi volto e guardo dall'altro lato della stanza, lui mi indica la figura in piedi appoggiata con le spalle contro la finestra. "Chi è quello lì?" chiede il Master con un filo di voce "Oh bhe... sarebbe, dovrebbe essere..." "Mi hai tradito! Anche tu! Tu che dicevi di volermi così bene!" Eccolo! Scenata isterica delle dieci e mezza del mattino! Per la serie "ci mancavano le crisi di nervi in questa casa"... "No, Maestro, vi giuro che non vi ho tradito... con quello lì poi. Scusa tu eh, non prendertela a male, ma non sei il mio tipo... sai io ho la mania degli uomini con gli occhi chiari, cioè, per carità, i tuoi occhi scuri non hanno niente che non va... comunque possiamo essere amici se vuoi..." sorrido imbarazzata verso l'intruso e mi asciugo un rivolo di sudore freddo, "Bhe forse non dovrei essere proprio io a dirlo ma... devo ammettere che il tuo ospite è un tantino inquietante" mormora il Master, incapace di staccargli gli occhi di dosso "E non fissatelo, che non è carino fissare la gente..." "Ma da dove viene? E' francese pure lui?" "Non credo proprio Maestro..." "Ehi tu! Coso curioso! La fantasia della ragazzina folle è troppo piccola per tutti e due!!!" urla il Master contro l'intruso, questi arriccia le labbra in una strana smorfia "Ci arrangeremo, staremo un pò stretti forse ma non c'è da farne un dramma" dice beffardo, poi infila le mani nelle tasche del cappotto e comincia a camminare su e giù per casa "Potrei ucciderlo, sai..." mi bisbiglia il Master all'orecchio "Credo che vi farebbe fuori prima lui...". (to be continued...) Ok, sono con un piede nel manicomio ormai... ma si sapeva già. Chi indovina chi è l'intruso vince una camicia di forza firmata modello Giuditta... January 24 E alla fine ho visto AUSTRALIA "Stavolta non mi sono commossa, vero Maestro?" "No, e non che me lo aspettassi, due volte in una settimana sarebbe stato troppo" "State dicendo che sono una persona arida, vuota e insensibile?!" "Si, più o meno..." "Grazie!" (ma io quanto lo destesto 'sto qui?!) "Ad ogni modo ero io che mi stavo mettendo a piangere, per la disperazione!... Tre ore Luciana, no dico: TRE ORE di una storia melensa e assolutamente insopportabile!" "E poi l'insensibile sarei io?! Voi siete un mostro" "AAAHRG!!!" "No... no, per carità, non intendevo mostro in quel senso... no, non mettevi a frignare che quando qualcuno piange a me mi vien male..." "IO ME NE VADO!!! Vado a dormire sulle panchine in piazza piuttosto che rimanere un secondo di più qui dentro!" Bene. Mentre il Maestro fa il melodrammatico come il suo solito io vi racconto cosa è successo: ho visto AUSTRALIA! Ho capito perchè non lo danno in seconda serata: dura tre ore... non è meraviglioso?! No eh... Siamo in Australia, per l'appunto, poco prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, naturalmente abbiamo un lui, tale Drover (Hugh Jackman... si, QUELLO, quello per cui a tredici anni consumai la vhs di X-Man), e una lei, Sarah (Nicole Kidman). Naturalmente lui e lei all'inizio si odiano, poi però lei ha bisogno di lui, che fa il mandriano, perchè deve riuscire a radunare la sua mandria di bufali per portarli in città e venderli portando a compimento il progetto del defunto marito ucciso dallo scagnozzo di turno al soldo della concorrenza (lo scagnozzo è David Wenham quello del Signore degli Anelli, che aveva già lavorato con Jacman in Van Helsing... e che fa la parte del narratore in 300... e che io preferisco quando non fa il cattivo). E naturalmente ci riescono alla grande malgrado si ritrovano con un gruppo di mandriani un pò risicati, tra cui un bambino meticcio rimasto orfano che lei decide di adottare. Alla fine dell'ardua impresa tra i due scoppia la passione e se ne tornano nella tenuta del defunto marito di Sarah ad allevare mucche, ma la concorrenza spinge perchè lei venda il terreno, nel frattempo scoppia la guerra e le circostanze portano lui, lei e il bambino a seperarsi per poi procedere verso il finale con un serie di fortune che si susseguono in maniera anche un pò inverosimile. Il film non è male, anzi ha quella spettacolarità e quelle scene che valgono tutto il prezzo del biglietto, ma non era il caso di farlo durare tanto. Per quello che era il senso della storia, bhe potevano anche fermarsi a metà del secondo tempo, a quando l'allegra comitiva di mandriani provetti riesce a raggiungere la città e a imbarcare il bestiame da vendere. Anche perchè il finale sembra un pò frettoloso. Si aggiunga che alla fine la sala era piena di gente che piangeva, in qualche punto del film si sono sentiti anche dei singhiozzi. Ad ogni modo, dopo aver visto tutti i suoi film una domanda mi sorge spontanea: ma i pantaloni di Hugh Jackman i costumisti li scelgono a posta per mettere in risalto tutto l'ambaradan o la situazione è decisamente incontenibile e si noterebbe, da ambo i lati, anche se il buon uomo si mettesse un saio da frate cappuccino?! (ps: mio padre ha chiesto "ma lui, il protagonista, è quello che ha fatto 300?" e lì si che stavo per piangere...)
January 20 "...se ti mancherà l'aria ti affitto l'America" America, America... eh già! Se ne parla un sacco in questi giorni, oggi c'è stato il giuramento di Obama. Bello... nn tanto il giuramento in sè, che alla fine quei discorsi sono sempre un pò retorici, ma quello c'era attorno, un paese e la sua speranza, un paese che si è affidato a un uomo di quarantasette anni (e quando capiterà qui da noi?!...), un paese che ha manifestato la propria volontà di cambiare (e anche di questo qui da noi siaimo scarsi). Ma non è di Obama e dell'America che voglio parlare. Della citazione che da il titolo a questo intervento preferirei concentrarmi sull'aria che manca. Giorni un pò vuoti questi... sindrome da priga incallita: mi ritrovo a non avere voglia di fare un cappero e poi mi sento spenta perchè non so dove indirizzare le energie. L'attacco di grafomania si è spento, insieme a tanti altri attacchi pseudo artistici che mi avevano fatta sentire un pò matta nei giorni passati. E nell'ultima settimana non ho avuto voglia di fare un tubero! Il Master sta provocando una voragine nel pavimento a forza di andare su e giù per la stanza con le braccia incrociate e il muso lungo. Dite che si starà sentendo un pò trascurato anche lui? "Maestro, quando diventerò una scrittrice ricca e famosa..." "Cioè mai" "Grazie per l'incoraggiamento!... dicevo, SE MAI diventerò una scrittrice ricca e famosa vi giuro che io e voi faremo grandi cose" "Mi accontenterei se tu facessi grnadi esami quest'anno" (Eccolo, ha ripreso a fregare il copyright a mio padre!) "Ho grandi progetti Maestro... davvero..." "Se non impari a gestire il tuo tepo e le tue priorità non ne realizzerai nemmeno uno!" "Va bene, ho capito, siete intrattabile" "No, sei tu che sei insopportabile ultimamente!" "Obiezione accolta" E zia Luciana ora se torna a cercare di rimettere ordine tra le sue idee... e tra i suoi "grandi" progetti. Ma andrebbe bene anche solo sistemare le pagine del diario... Nel frattempo apro il salvadanaio e vedo se per le prossime asfissie ho quanto basta per affittare l'America visto che, ora come ora, non c'è nessuno che l'affitti per me!
January 18 Un certo Signor G "Oh mon Dieu! Ma stai piangendo!!!" Il Maestro lo ha quasi urlato, e non è servito a niente cercare di convincerlo con la bugia che mi era solo entrato qualcosa nell'occhio. Ebbene si, mi sono commossa... Ero andata a Carpi, a teatro, a vedere Neri Marcorè in uno spettacolo con le canzoni di Giorgio Gaber, "un certo signor G.". A parte il fatto che lui è stato bravissimo, a parte il fatto che lo spettacolo era costruito davvero bene... ha cantato "quando sarò capace d'amare" e "il dilemma" una dietro l'altra... e tra me e Francesco è stato un tripudio di fazzoletti, sbatacchiamenti di ciglia e matita che colava, c'erano anche i miei arroccati su un palco del secondo ordine e nel buio della sala vedevo luccicare le lenti degli occhiali dell'augusto genitore, che come ha riconosciuto le canzoni già dai primi accordi si è sportoa guardare verso di me... (il topo gigante che entra in scena all'improvviso me lo ricorderò finchè campo! "Quando sarò capace d'amare mi piacerebbe un amore che non avesse alcun appuntamento col dovere un amore senza sensi di colpa senza alcun rimorso egoista e naturale come un fiume che fa il suo corso" (Giorgio Gaber- quando sarò capace di amare) "Questa voglia di non lasciarsi è difficile da giudicare non si sa se è cosa vecchia o se fa piacere. Ai momenti di abbandono alternavano le fatiche con la gran tenacia che è propria delle cose antiche. E questo è il sunto di questa storia per altro senza importanza che si potrebbe chiamare appunto resistenza." (Giorgio Gaber- il dilemma) January 15 Comunicazione di servizio Ok, è ufficiale: sono da internare! Per preservare la salute mentale della sottoscritta siete pregati di sottrarle il blocco da disegno e nasconderle il portatile con dentro il file della "novella" che sta vergando. Grazie (Nota del Maestro: Mia piccola alienata, è troppo tardi per correre ai ripari, e non c'è bisogno che te lo dica io) (Nota della sottoscritta: Detesto quando ha ragione!) January 13 "Cieli lucidi" e pagine "spompe" La luce è giallastra ma morbida. Mio padre ha aggiunto una lampadina di non so quanti watt all'illuminazione del mio sgabuzzino (no, non venitemi a dire che è una stanza). Ho scoperto che le ruote di una bicicletta si muovono sulla neve ghiacciata meglio di un paio di scarpe antinfortunistiche, personalmente non ce la facevo più a camminare a scatti, come un robottino. Ho incastrato le date degli esami in modo da avere tempo libero per dedicarmi al "resto". E i cieli sopra Correggio sono cieli di marzo, anche se siamo in gennaio, anche se fa freddo e la sala di aspetto del dottore è una sinfonia di starnuti e colpi di tosse. Il Master se ne sta mogio mogio a fissare con sguardo perso una catasta di fogli, riflettendo se sia più opportuno consigliarmi di tenerli o di buttarli via. E io... bha, mi sento in colpa per questa serenità. Mi sento in colpa perchè in questi giorni penso più alle cose che vanno bene che a quelle che vanno male... e le cose che vanno male sono cose grosse. E io ho ripreso a scrivere poesie, mentre raccontini bizzarri cominciati tempo fa si litigano con la nuova fanfiction tutta la mia fantasia. E ora che ho ripreso, dopo mesi in cui avevo "perso l'allenamento" allo scrivere in versi penso che devo rifarci la mano perchè per ora i risultati sembrano più un passo indietro che una miglioria: SPIGOLATURE Firenze patinata in un foglio di calendario vigila distratta sulla mia scrivania sui miei fiumi di inchiostro che straripano dal portapenne e sul pennello del phard rotolato via, piccoli grandi progetti in disordine scivolano languidi dal cassetto chiuso male. E io sono un rossetto sbavato, ricci spettinati aggrovigliati in un fermaglio molle, ditata titubanti su un manico di chitarra sono il goffo tentativo di una pagina che vuole voltare ma scivola male e si inceppa tagliando un polpastrello. Buona settimana Blog January 11 Faber Dieci anni fa moriva Fabrizio De Andrè. Avevo undici anni e ricordo solo che stavamo pranzando quando ascoltammo la notizia al telegiornale, ricordo la commozione dei miei genitori e le immagini di una folla che applaudiva un feretro che usciva da una chiesa. Ricordo che la notizia non mi colpì, non sapevo di chi si stava parlando. Io non l'ho conosciuto. La sua musica è arrivata nella mia vita qualche anno dopo, e allora si che fu un grande colpo. Furono scoperte, furono lacrime, furono dita che cominciavano a giocare con una chitarra, fu voglia di poesia. Furono sogni di rabbia e speranza... tutte cose troppo grandi per una ragazzina... Perchè lui usava la parola LIBERTA' senza abusarne, senza farla sembrare una favola. Come se fosse una realtà, come se si potesse crederci, come una meta da raggiungere o un tesoro da conservare. Ed è questo il regalo più bello che mi ha fatto, mi ha insegnato a sperare di poter essere libera. Mi ha insegnato ad essere più umana, nel bene e nel male... L'ultima canzone del suo ultimo disco si conclude con una frase che scrivevo sempre da qualche parte sul mio banco di liceo: "Ricorda Signore, questi servi disobbedienti alle leggi del branco, non dimenticare il loro volto che dopo tanto sbandare è appena giusto che la fortuna li aiuti, come una svista, come un'anomalia, come una distrazione, come un dovere" CIAO FABRIZIO, GRAZIE DI TUTTO.
January 04 I cieli sopra Correggio 4Qui oggi sembrava la scena di un film montata male, il cielo azzurro puffo e la neve a terra e sui tetti davanti al mio balcone, a spruzzi, tipo zucchero a velo sul pandoro, il sole primaverile e il freddo polare, mischiati insieme in un tripudio di sciarpe, guanti, calzamaglie, occhiali da sole e stick di burro di cacao. Stasera c'è uno speciale su De Andrè... sul tardi, perchè è normale che certe cose le trasmettano a orari improponibili, mi sembra giusto, dovessimo "acculturarci" troppo in 'sto Paese!... Ah Faber! Mi sono venuti gli occhi lucidi a guardare al tg il servizio sulla mostra genovese... io e Frank ci andiamo, verso marzo... ci ci ama ci segua! L'anno è iniziato con una meravigliosa notizia, via telefono: "Ehi tu! sei stata inserita nella ressegna città-poesia, e vorremmo una mano da te per l'organizzazione. Ci stai?". Così su due piedi, anzi su un piede solo, perchè ho preso una storta scivolando sul ghiaccio mentre andavo a fare la spesa e la caviglia sinistra mi fa ancora male. Ad ogni modo, ciò implica una spremuta di meningi, vogliono che faccia la locandina (io, con le mie scarse capacità grafiche, yes)... e devo trovare, tra il mio malloppo di fogli, abbastanza poesie mie da intrattenere gli spettatori per mezz'ora (io, con la mia pessima presenza scenica e il mio rapporto confliuttale con palchi, microfoni e quant'altro). E intanto devo cominciare a studiare, ma seriamente, profondamente, armoniosamente, sentitamente, improrogabilmente... Di bello c'è che l'attacco di grafomania che mi aveva colto nelle settimane passate sembra essersi esaurito con un tempismo miracoloso, lasciandomi però con il settimo capitolo della nuova fanfiction meravigliosamente incompleto. Perchè c'è una nuova fanfiction... esatto... mai successo che dopo aver terminato una cosa tanto grande ne cominciassi subito un'altra, in così breve tempo. Ma quasi cinquanta pagine in due settimane non sono mica uno scherzo (in effetti metà delle suddette fanno un pò schifo perchè le ho scritte di getto, ma spero si possano sistemare)! Non so se avete presente, quando vi prende e non riuscite a staccarvi da una cosa... e io avevo bisogno di anestetizzarmi, di prendere il largo, di andare lontano, molto lontano. E ancora una volta sono finita a Parigi, nello sfarzoso teatro dell'Opera... e ho il sospetto che non ne uscirò tanto presto (e si materializzò nella mente del lettore un'immagine della sottoscritta e del Master intenti al tiro alla fune). Lui, il Master, è ancora con il naso nelle pagine gialle, cercando un numero alla voce "esorcisti"... Nel frettempo, ho ripreso a scrivere poesie, e non è mai un buon segno. Si aggiunga che sto diventando velenosa come un serpente a sonagli (sarà l'effetto collaterale del Natale in cui sono tutti più buoni). Ah ma questo è il primo post del nuovo anno... urca! Il 2008 mi manca già... brutta bestia la nostalgia, non ci si fa mai l'abitudine. Frase del giorno: "Le sere sono uguali ma ogni sera è diversa e quasi non ti accorgi dell'energia dispersa a ricercare i visi che ti han dimenticato vestondo abiti lisi buoni ad ogni evenienza inseguendo la scienza o il peccato" (Francesco Guccini- Canzone quasi d'amore) Buon inizio anno e buona settimana, Blog! |
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